Cronaca Gallipoli

"Spiagge: buona la legge, ma applichiamola bene"

Il consigliere di Rifondazione Piero Manni torna sul caso dei sei lidi di Gallipoli che rischiano la chiusura. "La legge regionale sulle coste sta mettendo ordine, ma va applicata con criterio"

Un lido sulla spiaggia di Gallipoli

Un plauso alla nuova legge regionale sulle coste proviene da Piero Manni, consigliere di Rifondazione comunista, che pure non manca di criticare certe applicazioni che hanno sollevato questioni forti. E' successo in particolare a Gallipoli (ne riferiamo a parte). "La nuova legge regionale sulle coste e il relativo regolamento, nonché l'attività di controllo e vigilanza sull'attuazione e rispetto di legge e regolamento, stanno finalmente mettendo un poco in ordine, riportando alla legittimità ed alla legalità una situazione di gestione selvaggia e di abuso che si era andata formando e consolidando negli ultimi decenni. Perciò, un plauso forte all'assessore Guglielmo Minervini che con intelligenza, equilibrio e determinazione insieme ha il merito di aver affrontato una situazione davvero difficile, tenuta in piedi da interessi consolidati e non sempre legittimi", scrive Manni.

"Come tutte le riforme, anche questa provoca -specie nella fase di avvio- resistenze e cattive applicazioni - sottolinea il consigliere regionale -; sembra che questo sia il caso di Gallipoli, dove i vigili urbani hanno notificato un provvedimento di chiusura immediata a sei stabilimenti balneari per mancanza delle licenze commerciali. I gestori dei lidi sostengono di aver presentato le domande relative già da febbraio, marzo e che anche negli anni precedenti le licenze sono state rilasciate in questi giorni (l'anno scorso il 10 agosto)".


"Se le informazioni giornalistiche sono esatte (non ho informazioni dirette in quanto al competente assessorato regionale nulla è pervenuto), ci troviamo di fronte a questa situazione: il Comune di Gallipoli (il quale da molti anni in qua non è stato particolarmente sensibile alla salvaguardia del proprio patrimonio) sembra responsabile di ritardi che oggi provocano drastici provvedimenti di chiusura da parte dello stesso Comune; che centinaia di famiglie le quali avevano prenotato le loro vacanze presso i lidi chiusi si trovano a non aver un luogo dove fare il bagno; che decine di lavoratori si trovano improvvisamente senza posto; che i gestori (i quali hanno pure fatto investimenti soprattutto in adeguamento delle strutture alla nuova normativa) si trovano senza attività. Se realmente la chiusura dei lidi (e i conseguenti disagi) è dovuta a lungaggini burocratiche, è necessario che qualcuno intervenga per rimuoverle: sia il Comune sia la Regione sia la Prefettura in quanto sono evidenti le ragioni di urgenza che impongono tale intervento. Buttiamo o meglio depuriamo l'acqua sporca, ma che il bambino venga salvato e curato".

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