Cronaca

Telecamera e microfono dentro una penna da 007: si inizia dagli agenti delle volanti

Il Sindacato autonomo di polizia doterà alcuni iscritti di un dispositivo in grado di registrare le attività operative per diverse ore. L'obiettivo è una maggiore garanzia per tutti. Si parte dagli uomini in servizio per le strade cittadine

LECCE – Una penna a garanzia degli agenti di polizia, ma anche dei cittadini. Non certo per firmare protocolli d’intesa e buoni propositi, ma per registrare le operazioni con una videocamera ed un microfono: in modo che possa essere verificata la conformità alle regole del comportamento in servizio.

Sulla riconoscibilità dei poliziotti è in corso del resto da anni un intenso dibattito alimentato dal ripetersi di episodi sfociati in tragedia, primo tra tutti quello del giovane Federico Adrovandi. Tra mille polemiche e contrapposizioni cruente, qualche passo in avanti è stato fatto. Se non altro perché il confronto con altre nazioni impone delle riflessioni: da diversi mesi 180 telecamere sono state assegnate a vari reparti mobili sparsi per il Paese.

Il dispositivo

La chiamano spy-pen, evoca i film su James Bond ma al giorno d'oggi è facilmente reperibile, utilizzata soprattutto per attività investigative private e dai "paparazzi": ha un costo di circa 30 euro e una memoria in grado di contenere diverse ore di filmati. Dotata di batteria, si ricarica come un qualunque dispositivo elettronico. E’ stata già distribuita in alcune questure italiane (Toscana ed Emilia Romagna). Ma non dal ministero dell’Interno, bensì dal Sindacato autonomo di polizia che domani terrà una conferenza stampa alla presenza del segretario provinciale Carlo Giannini e di quello nazionale Francesco Pulli, che è stato nel capoluogo salentino già la scorsa settimana per un’assemblea sulla riforma degli apparati di sicurezza e sui tagli disposti dal governo sul comparto.

Nell’occasione, a titolo sperimentale, verranno consegnate due penne ad agenti della sezione volanti che, in una città come Lecce, sono i primi spesso a trovarsi a dover gestire situazioni delicate. L’obiettivo è comunque quello di affidare il piccolo ma prezioso dispositivo ad almeno una decina di operativi, grazie anche al contributo economico di qualche sponsor privato che ha affiancato la segreteria provinciale nella spesa. La questura di Lecce sarà la prima in Puglia ad avere la disponibilità delle penne con videocamera e microfono.

Per il momento l’utilizzo della spy-pen non ha valore di prova processuale, ma è chiaro che si tratta comunque di un passo in avanti che rende possibile una maggiore trasparenza.

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