Cronaca

Pioggia, in decine intrappolati dentro le auto e alberi precipitati

Salvate persone anziane e disabili impantanate e a rischio annegamento. E intanto, dopo i disagi sui treni, monta la vibrante protesta

Santa Rosa, auto seppellita da un albero di pino crollato.

LECCE – L’emergenza ancora non è rientrata, le piogge continuano a scendere, e le situazioni di pericolo rimangono per strade allagate, nelle aree di campagna come nei centri abitati. Tanto che in appena venti minuti di pioggia scrosciante abbattutasi su Lecce e hinterland, non si contano i danni e le persone rimaste intrappolate nelle autovetture.

Non tutte reali situazioni di pericolo, ma, considerando la violenza del maltempo (quella che, con un neologismo, alcuni amano definire “bomba d’acqua”), la paura ha bloccato le gambe, soprattutto delle persone più anziane. E così i centralini di vigili del fuoco, polizia locale, 118, questura e carabinieri, sono stati presi d’assedio di telefonate di cittadini, in alcuni casi terrorizzati, fino a mandare in tilt alcuni centralini. E ovunque, dentro Lecce, si sono accavallati i suoni delle diverse sirene che caratterizzano i mezzi dei vari corpi.  

Il problema ha riguardato sia il capoluogo, sia i centri vicini. A Squinzano, per esempio, se l’è vista davvero brutta una donna di 70 anni di San Pietro Vernotico quando la sua autovettura s’è trovata all’improvviso in panne, sotto una quarantina di centimetri d’acqua, in una zona non distante dal cimitero.

Non avvedendosi forse del serio rischio (tanto che alcune vie periferiche sono state interdette al traffico e sono stati apposti anche cartelli), s’è addentrata in un punto in cui ha rischiato di essere letteralmente risucchiata. Il veicolo è rimasto impantanato e, colta dal panico, non riuscendo più ad andare avanti e temendo che l’abitacolo fosse ben presto invaso dall’acqua, ha chiamato la sala operativa dei vigili del fuoco.

Gli operatori hanno subito inviato una squadra in zona, ma ovviamente hanno prima di tutto rassicurato la donna, fornendole indicazioni per telefono. Anche perché, se l’acqua avesse bloccato gli sportelli, la situazione sarebbe sicuramente degenerata. Alla fine, è scesa con le sue stesse gambe seguendo le istruzioni dei vigili del fuoco, attendendo i soccorsi in un punto al riparo. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione locale. Sana, ma visibilmente sotto choc, la malcapitata è stata visitata anche da personale del 118.

(Video: via Cesare Battisti a mollo)

A Lecce sono state molte le situazioni di pericolo. Ad esempio, in via Roma e in viale Aldo Moro, ampie pozzanghere (più simili, per la verità, a piccoli laghi) hanno bloccato due veicoli. Solo che, mentre in viale Aldo Moro, una donna è uscita da sola dall’abitacolo, quando il motore si è bloccato, nella perpendicolare via Roma è stata un’operatrice del 118 a salvarne un’altra che, colta dal panico, aveva iniziato a prendere a pugni il vetro dell’autovettura. Anche in questo caso, non c’è stato bisogno di cure mediche, ma la disavventura sarà ricordata a lungo dalla sventurata. 

Molto particolare, però, è stata soprattutto la vicenda avvenuta poco dopo le 14 fra le vie Imbriani e Cesare Battisti, due agenti delle volanti di polizia hanno estratto da un'auto un'anziana di 87 anni, disabile al 100 per cento. Era rimsta bloccata con ll'acqua fino al ginocchio. L'hanno letteralmente trascinata fuori di peso. Sul posto è intervenuto anche un medico pediatra in servizio presso l'ospedale "Sacro Cuore" di Gallipoli, che era a Lecce, libero dal servizio. L'anziana è stata poi affidata al 118.

I casi simili, in realtà, sono stati davvero tanti (nella già citata via Cesare Battisti sono stati visti galleggiare interi bidoni della raccolta differenziata), al punto che i vigili del fuoco non sono riusciti a intervenire ovunque, poiché costretti anche a recarsi presso cabine elettriche interrate rimaste allagate, con tanto di energia elettrica saltata in più aree, a macchia di leopardo. Una situazione al limite del paradossale, perché la città si è trasformata in un fiume in piena in meno di mezzora di pioggia, costringendo la polizia locale di Lecce a chiudere varie vie e varchi, in primis il sottopassaggio di viale Leopardi.  

ALBERI CADUTI E LOCALI ALLAGATI

DSCN5630-2La conta dei danni è appena iniziata e ci vorrà tempo per concluderla, anche perché, ancora in serata, sono stati davvero tanti gli episodi collaterali. Le forti piogge, infatti, rammollendo la terra, hanno provocato la caduta di alcuni alberi e pali della luce.

In via Adige, nel rione Santa Rosa, intorno alle 20 un pino è letteralmente crollato su due autovetture parcheggiate nei pressi di alcune palazzine. Una Lancia Ypsilon è stata estratta con alcune ammaccature, ma una Toyota Yaris è rimasta letteralmente sepolta sotto il poderoso tronco. Sarebbe stata una tragedia, se all'interno dell'abitacolo si fosse venuto a trovare qualcuno, perché l'albero, cadendo, ha schiacciato il tettuccio e fatto saltare in aria i vetri.

Oltretutto, proprio questa sera, in zona c'è molto il movimento per via della festa in onore di Santa Rosa, nei pressi della vicina chiesa. Un vero miracolo, allora, che nessuno sia rimasto ferito. In via Adige si sono recati agenti di polizia locale e volanti della questura , per chiudere il transito, e i vigili del fuoco con una squadra per il lavoro grosso.

Tagliando il legno, i pompieri sono riusciti in primis a liberare la Ypsilon, ma per disincastrare la Yaris, è stato necessario l'intervento dell'autogru.  Anche in via De' Ferraris, nel quartiere Rudiae Ferrovia, si sono verificati problemi per la caduta di un palo della luce dell'Enel e di un muretto. I vigili del fuoco hanno dovuto anche  segare un albero pericolante. In piazza Ariosto, invece, danni ingenti all'omonimo bar. Si è allagato lo scantinato e per molte ore si è lavorato per risucchiare l'acqua.  

TRENI, I RACCONTI DEI VIAGGIATORI

Il Salento, dunque, continua come il resto della Puglia a essere sotto lo scacco di un maltempo che ieri ha provocato una giornata nera sul fronte dei trasporti su rotaia. Ci sono volute ore prima che la circolazione dei treni tornasse regolare, ma di un vero e proprio incubo vissuto dai viaggiatori, restano oggi gli strascichi, con racconti inviati anche a questa redazione da alcuni lettori.

Ieri l’atrio della stazione ferroviaria di Lecce, per dirne una, è stato colmo come non mai di utenti disperati, molti dei quali hanno lamentato scarsa informazione sugli autobus sostitutivi (soprattutto, il fatto che non si vedessero, nonostante quanto riportato da Ferrovie) e il fatto, come narrato da un viaggiatore triestino, che vi fossero “solo due sportelli per informazioni”, con uno “chiuso all’improvviso dopo un’ora di coda per aprirne un altro e rifare tutto dall’inizio”.

Inevitabili i problemi per chi doveva raggiungere Brindisi o Bari e iniziare il viaggio di ritorno a casa, magari dopo un soggiorno in vacanza nel Salento.
La sensazione, per molti, di trovarsi di fronte a troppa disorganizzazione rispetto a situazioni di emergenza in cui la macchina dovrebbe essere più collaudata.

C’è chi, anche dopo la partenza, ha lamentato ulteriori disagi, tanto da trasformare un comune viaggio di nove ore sulla tratta Lecce-Bologna in un’odissea, con quattordici ore di ritardo. “Nel tratto Squinzano-San Pancrazio – dice un lettore -, sono cominciate le prime sette ore di un'interminabile attesa per i passeggeri dell'Intercity, chiusi nei vagoni, fermi nella stazione di Squinzano, aspettando provvedimenti o notizie”.

Dopo una prima ripartenza, a causa di una frana, ecco un nuovo stop a Ostuni: “Ben sette ore “dispersi nelle campagne del Brindisino”. “La Protezione civile – prosegue il lettore - ha provveduto a portare kit di sopravvivenza, con acqua e altri beni di prima necessità. Peccato che questo sia stato l'unico provvedimento preso in questo tempo trascorso”. Dopo una lunga attesa, il ritorno a Brindisi, con la speranza di ripartire verso il Nord Italia dopo aver consumato un pasto caldo. Ma qui, a quanto pare, per gli sfiniti viaggiatori, nessuna assistenza e altri infinti disguidi e incertezze, prima di riuscire a ritornare.

PALESE: "DICHIARARE LO STATO DI CALAMITA'"

"L'agricoltura pugliese, ed in particolare il comparto vitivinicolo che rappresenta una delle principali voci di esportazione della Puglia, è stata messa in ginocchio dal violento nubifragio di sabato che ha colpito soprattutto il Salento con particolare riferimento al Brindisino e dal maltempo dei giorni scorsi che ha provocato anche un morto sul Gargano". Lo dichiara il deputato Rocco Palese, vicepresidente della Commissione bilancio della Camera.  

"La Giunta regionale pugliese si riunisca ad horas, faccia il punto della situazione con i sindaci e deliberi lo stato di calamità naturale per i territori maggiormente colpiti, in modo che il Consiglio dei ministri, già nella prossima seduta, possa dichiarare lo stato di emergenza. Parliamo di un settore cruciale dell'economia pugliese, negli ultimi anni devastato da emergenze varie e anche bistrattato da Regione e Governo. Il nubifragio di sabato è il colpo di grazia, occorre quindi, almeno su questo, che Regione e Governo facciano in fretta a far arrivare ristori ai cittadini ed agli agricoltori danneggiati". 

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