Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Blitz nel fondo agricolo, scovate pistole, munizioni e droga: due fratelli nei guai

Alfredo e Paolo Scazzi di Squinzano, vecchie conoscescenze delle forze dell'ordine, finiscono in carcere dopo una perquisizione dei carabinieri: ovuli di cocaina, piante di marijuan e tre pistole, due delle quali rubate. Sullo sfondo, forse, la recente escalation criminale nel nord Salento

SQUINZANO – Due vecchie conoscenze delle forze dell’ordine, fratelli di Squinzano, tornano in carcere. E al centro di tutto ci sono sempre i loro vecchi pallini, le armi e la droga. Il lupo cambia il pelo, ma non il vizio, perché se Alfredo Scazzi, 34enne, ha una condanna recente in appello, il più giovane, Paolo, 23enne, prima dell’estate dello scorso anno, balzò improvvisamente alle cronache per un “chiarimento” a colpi d’arma nei confronti di un suo coetaneo, Tomas Barbetta. Quest’ultimo, qualche tempo dopo, da vittima passò ad indagato, perché arrestato e poi condannato a sua volta per possesso di una pistola e di droga.

Corsi e ricorsi storici, insomma, sullo sfondo di un territorio, quello del nord Salento, al confine con la provincia brindisina, diventato negli ultimi tempi fin troppo inquieto, quasi come negli anni più bui, con efferati omicidi tentati ed altri riusciti, e poi intimidazioni, furti, rapine. Tanti, troppi episodi, per ricordarli tutti insieme. Di certo, dinamiche complesse, filoni che forse in alcuni casi s’intrecciano, e spunti che gli investigatori intendono approfondire.     

I fratelli Scazzi sono stati ammanettati questo pomeriggio dai carabinieri della stazione di Squinzano e dell’aliquota operativa di Campi Salentina. L’intervento ha visto in campo però anche la sezione artificieri del nucleo investigativo di Lecce per la parte dedicata alle armi da fuoco. I due rispondono di detenzione di arma clandestina, di detenzione illegale di armi e munizioni comuni da sparo, ma anche di ricettazione e coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Alla base c’è un’indagine che va avanti da tempo, e che ha condotto gli investigatori, in accordo con la Procura di Lecce, a mettere in atto un blitz nel fondo di Alfredo Scazzi, alla periferia estrema del paese.

SCAZZI ALFREDO.jpg BIS-2La perquisizione è stata quanto più approfondita possibile ed ha riguardato ovviamente anche l’abitazione. Tanto che le prime scoperte sono avvenute nella stanza da letto, dono sono stati rinvenuti due ovuli di cocaina per un grammo e mezzo. Sul terrazzo di casa, invece, è spiccata subito agli occhi una pianta di marijuana di circa 80 centimetri d’altezza in fase di essiccazione. E non è ancora niente. I carabinieri ritengono, infatti, che sia il proprietario di casa, sia il fratello minore, si comportino di fatto come proprietari dei terreni adiacenti al fondo, non separati da alcuna recinzione, tanto da custodirvi cani e attrezzi agricoli.

SCAZZI PAOLO.jpg BIS-2E così, gli approfondimenti sono stati estesi anche in quei punti, fino a scoprire tre distinti nascondigli disposti “a raggiera” rispetto alla proprietà. Ebbene, in un vano sotterraneo, dove tra l’altro due anni addietro furono trovate bombe carta e dinamite, c’era un’ulteriore pianta di marijuana di 80 centimetri. Sulla sommità di due alberi di ulivo, poi, tre pistole pulite ed oleate, quindi pronte per essere usate. Si tratta di una Cz Zastava calibro 7,62, di fabbricazione ceca, mai registrata, e poi di una Glock calibro 9x21 e di una Taurus, calibro 9x21. Le ultime due sono risultate rubate nella stessa circostanza in un’abitazione di Campi Salentina, nel 2009.

I carabinieri hanno trovato anche quattro caricatori (due dei quali della Glock), con trentadue colpi totali. Infine, anche quattro cartucce calibro 12 da caccia. Sono gli stessi carabinieri a dichiarare che ritengono molto interessante l’esame delle armi per verificare se possano essere state utilizzate a Squinzano e dintorni per i vari atti intimidatori che si sono verificati. E quindi, non ultimo, il riferimento è alla clamorosa raffica di colpi esplosi su tre distinti obiettivi di Trepuzzi, in una sola notte, a metà del mese.

Su disposizione del pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, i fratelli Scazzi sono stati condotti presso la casa circondariale di Lecce.

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