Associazione per spaccio, ai domiciliari: deve scontare oltre cinque anni

L'ordinanza dell'autorità giudiziaria emessa a carico di Saida Bruni, 27enne di Squinzano, è stata eseguita dai carabinieri

LECCE – Deve scontare cinque anni e quattro mesi di reclusione per associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, fatto commesso nel 2012. Saida Bruni, 27enne di Squinzano, è stata arrestata dai carabinieri della stazione locale. L’ordinanza è stata emessa dal Tribunale di sorveglianza di Lecce e dall’Ufficio esecuzione penale della Procura. La donna si trova ai domiciliari.

Il nome di Saida Bruni è emerso diverse volte, nelle cronache del nord Salento, per fatti collegati al traffico di stupefacenti. La prima volta, nel novembre del 2012, quando, ancora 19enne, fu arrestata insieme a due stranieri: stavano trasportando, in un’autovettura, ben 5 chilogrammi di cocaina, per un valore approssimativo di 500mila euro. Viaggiavano in direzione sud e furono fermati al casello autostradale di Bari Nord.

Era già all’epoca in atto un’indagine che avrebbe poi condotto, esattamente due anni dopo, a una delle più vaste operazioni contro i clan emergenti nel nord Salento, attivi nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni. Era l’inchiesta “Vortice – Déjà vu”, che poi ha portato a processi, fino all’appello del luglio del 2018, in cui Saida Bruni è stata condannata a sette anni e quattro mesi.

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