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Occhi puntati sul nord Salento / Squinzano

Perquisizione in casa, trovati un’arma, cocaina e 10mila euro in contanti: arrestato

A Squinzano i carabinieri hanno stretto le manette ai polsi di un 46enne. Una quarantina di grammi di "polvere bianca" e un fiume di banconote di vari tagli sequestrati con l'oggetto forse più interessante, una pistola. L'uomo è finito nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce

SQUINZANO – Una quarantina di grammi di cocaina, distribuiti in 113 dosi, circa 10mila euro in contanti, somma composta da banconote di vario taglio, il cui possesso deve essere apparso più che sospetto, e – aspetto forse di gran lunga più interessante – anche una pistola. È quanto rinvenuto questa mattina dai carabinieri nel corso di una perquisizione mirata nell’abitazione in cui è domiciliato Luca Melendugno, un uomo di 46 anni.

Il controllo è avvenuto a Squinzano, comune del nord Salento su cui nelle ultime settimane si sta concentrando lo sforzo investigativo dell’Arma, dopo l’omicidio di Luigi Guadadiello, noto pregiudicato locale, freddato a colpi d’arma da fuoco la sera del 13 giugno scorso non lontano dalla sua abitazione.

Non sembra un caso, dunque, che negli ultimi giorni siano arrivati due arresti, a Squinzano. L’attenzione è alta, il controllo del territorio minuzioso, di fatto si stanno tenendo d’occhio tutti i movimenti. La conseguenza di questo sforzo portato avanti dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lecce, il fatto che possano finire nella rete soggetti che, magari, con l’assassinio potrebbero non avere alcuna correlazione.

Sta di fatto che se alla fine di giugno è stato arrestato il 36enne Davide Guerrieri, trovato con un bel po’ di sostanze stupefacenti in casa, fra cocaina e hashish (è stato poi posto ai domiciliari con braccialetto elettronico dopo la convalida), questa mattina sorte analoga è spettata a Luca Melendugno.

Droga, soldi (ritenuti provento di spaccio) e pistola, una Beretta 7,65 con matricola abrasa e sei cartucce inserite, sulla quale si concentreranno le attenzioni della Sezione investigazioni scientifiche, sono finiti sotto sequestro e l’uomo, sentito il pubblico ministero di turno, Alessandro Prontera, è finito in carcere, in attesa dell’interrogatorio davanti al gip, previsto per i prossimi giorni, nel corso del quale sarà difeso dall’avvocato Giuseppe Presicce.   

Tornando all’omicidio, episodio che ha scosso profondamente Squinzano e tutto il circondario, le indagini proseguono a spron battuto, anche se con massimo riserbo. Proprio nelle scorse ore si è avuta notizia del ritrovamento dell’auto usata per il raid, un’Alfa 147 nera, risultata rubata.

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