Guerra di mala, a Squinzano si spara ancora: colpi 7.65 contro abitazioni e auto

Le pistolettate alle 2,30 del mattino in via Taliercio. L'obiettivo, secondo le ipotesi, l'abitazione di proprietà dei suoceri di Paolo Guadadiello, 25enne già noto, in cui risiede anch'egli. Colpita anche un'auto. Forse i sicari non sapevano bene quale fosse la casa

SQUINZANO – Cinque colpi d’arma da fuoco indirizzati contro tre garage di case in via Taliercio, alla periferia di Squinzano e un altro sulla porta d'ingresso di una casa nella vicina via Bachelet. Colpi di pistola, per la precisione, secondo i primi rilievi eseguiti dai carabinieri della scientifica. Calibro 7.65. Una pallottola è finita anche su di una Nissan Micra.

L’obiettivo di via Taliercio, si può desumere: l’abitazione in cui risiede Paolo Guadadiello, 25enne di Squinzano. Il giovane è un volto ampiamente noto alle cronache, come quello di altri due suoi fratelli. Scalpore fece in Italia, in particolare, la vicenda di Luigi Guadadiello, oggi 32enne, che nel 2008 uccise a coltellate un marocchino dopo aver viaggiato tutta la notte, per raggiungere Brignano, nel bergamasco, e vendicare una violenza sessuale subita dalla sua compagna. L'altra abitazione, quella di via Bachelet, è invece proprio dei fratelli.

L’atto intimidatorio, avvenuto intorno alle 2,30 del mattino, si può forse inquadrare nello scenario più articolato della vicenda che sta infiammando Squinzano e dintorni, dove sarebbe in atto una sorta di guerra interna fra bande per la spartizione del territorio e che vede già tutta una serie di inquietanti episodi verificatisi nel tempo.

Che fosse Paolo Guadadiello, il destinatario dell’avviso, è l’ipotesi più probabile tracciata dagli investigatori della compagnia di Campi Salentina, diretti dal capitano Nicola Fasciano. Le altre abitazioni, in quella via della zona 167 di Squinzano, un’area staccata dal resto del centro, appartengono a persone ignare. Tant’è che si pensa che, chi ha fatto fuoco - arrivando forse a bordo di un'auto -, potesse non avere esattamente contezza di quale fosse la casa da prendere di mira. Per questo potrebbe aver indirizzato le pistolettate su più immobili. In realtà, c’è anche da puntualizzare, l’abitazione oggetto dell’attenzione degli investigatori non è di proprietà della famiglia di Guadadiello, ma di quella dei suoceri. E’ con loro che il giovane coabita.

foto (2)-9-14Il nome di Paolo Guadadiello è emerso nelle cronache, di recente, nel gennaio dello scorso anno. Risale a quel periodo il suo arresto, eseguito dagli agenti della squadra mobile nell’ambito di un maxi-blitz che ha portato all’esecuzione di ben quarantanove ordini di custodia cautelare nei confronti di altrettanti, presunti sodali di un variegato clan. Tutte persone, secondo gli inquirenti, che sarebbero ruotate attorno alle figure dei fratelli Nisi e di Pasquale Briganti, leccesi e vecchi affiliati alla Scu, e che avrebbe gestito traffico di droga e bische clandestine, oltre ad eseguire estorsioni. L’operazione è nota con il nome di “Cinemastore”.

In quel contesto, Guadadiello v’è rientrato come figura più sfumata, insieme a tante altre. E la sparatoria di questa notte, non sembra comunque direttamente ascrivibile a quel blitz. Il fatto, piuttosto – semmai ce ne fosse stato bisogno -, riporta in alto l’attenzione su di un territorio, quello del nord Salento, che gli investigatori stanno tenendo sott’occhio, per via dei tanti fatti, come già detto, che si stanno succedendo nel tempo e che forse potrebbero avere un unico filo logico.

Prima di oggi, risale soltanto al 4 aprile scorso il precedente raid a colpi d’arma da fuoco in paese, quando sono stati esplosi colpi di fucile contro la saracinesca di un negozio di alimentari. Un gesto, quello, per la verità, che non ha trovato ancora una spiegazione ben delineata. Resta il fatto che gli episodi di criminalità, a Squinzano, si stanno moltiplicando.

Basti pensare, ad esempio, al recente arresto di Luciano Liuzzi, 36enne, uno dei più noti pregiudicati del posto, famoso anche per essere stato fra i leader delle bande che assaltavano i distributori di benzina. Un arresto scaturito nell’arco della più ampia indagine per la scomparsa di Luca Greco, 37enne di Campi Salentina e Massimiliano Marino, 34enne di San Donaci, i cui corpi non sono mai stati trovati. Una vicenda che alimenta mistero e apprensione.

Paolo Guadadiello-2Luigi Guadadiello-2In tutto questo lasso di tempo, ha fatto poi scalpore la storia che ha visto contrapposti un altro Luca Greco, 41enne, squinzanese, arrestato dopo una rocambolesca vicenda di colpi d’arma e inseguimenti. Il suo obiettivo, secondo i carabinieri, un altro pezzo da novanta, almeno in passato, della criminalità del Nord Salento, il boss Sergio Notaro. Lo stesso Greco, come si ricorderà, in precedenza era stato vittima insieme ad un amico, Marino Manca, di un tentativo di omicidio messo in atto da Salvatore Milito, altro pregiudicato di spessore squinzanese, ed alcuni complici, e sfumato soltanto perché la pistola, quel giorno, s’inceppò.

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Questi e altri fatti ancora, stanno formando insieme un intreccio complesso, un nodo carico di tensioni, che costringe i carabinieri a un complesso lavoro d’indagine. 

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