Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

In viaggio con un carico di eroina: "I proventi per il battesimo di mio figlio"

La versione dei fatti fornita dal 30enne costituitosi in questura, dopo un inseguimento con la polizia: "Pensavo di trasportare hashish". Emessa un'ordinanza

SQUINZANO – Non aveva i soldi per festeggiare il battesimo del figlio e uno straniero conosciuto per caso in un bar gli avrebbe dato un dritta su come racimolare, in una giornata, mille euro in banconote. Il 30enne Marco Palma, di Squinzano, ha fornito la sua versione dei fatti, prima al pm e poi al gip del tribunale di Brindisi, sulla provenienza dei 24 panetti contenenti 12,6 chilogrammi di eroina che la mattina di lunedì (5 luglio) sono stati trovati a bordo della sua Bmw 530 D.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, aveva abbandonato il mezzo nelle campagne di Tuturano, dopo un inseguimento con la Squadra Mobile e le Volanti della questura di Brindisi iniziato sulla strada statale 7 per Taranto. Il giorno successivo (martedì 6 luglio), accompagnato dagli avvocati Mariangela Calò e Salvatore Rollo, si è costituito presso la stessa questura, dove è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Nella giornata di ieri (7 luglio) il gip Stefania De Angelis ha convalidato il provvedimento restrittivo, firmando a carico del 30enne un’ordinanza di custodia cautelare presso la casa circondariale di Lecce, con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a pubblico ufficiale. 

eroina inseguimento mobile brindisi tuturano-2

Palma ha raccontato al giudice i fatti che hanno preceduto il viaggio in auto con il carico di droga. Domenica mattina (4 luglio), in un bar di Lequile (Lecce), riferisce ai suoi amici di non avere il denaro per festeggiare il battesimo del figlio, in programma un paio di settimane dopo. Un uomo sente la conversazione, lo avvicina e gli propone una soluzione: andare in auto fino a Reggio Calabria, recuperare un carico da 5 chili di hascisc e trasportarlo fino alla rotatoria del campo di sosta Panareo, a Lecce, dove lo stesso straniero sarebbe stato lì ad attenderlo. Questi, a detta di Palma, parlava con accento albanese. L’indagato ha riferito di non conoscerne le generalità.

Nel prosieguo del racconto si arriva al giorno successivo (lunedì 5 luglio), quando lo straniero si reca presso l’abitazione di Palma, spiegandogli che se avesse accettato la sua proposta, avrebbe ricevuto 500 euro prima di mettersi in viaggio e altre 500 euro dopo la consegna della sostanza stupefacente. Quella stessa mattina, Palma parte alla volta di Reggio Calabria. Una volta arrivato nei pressi di Policoro (Matera), due persone a bordo di una moto lo raggiungono da dietro. Entrambi hanno il volto coperto da casco. A gesti lo invitano a seguirli fino a una strada non meglio precisata. Una volta giunti in un terreno di campagna, senza spegnere il motore, gli indicano una borsa dell’Eurospin che si trovava sotto un albero. A quel punto Palma, stando sempre alla sua versione dei fatti, preleva quelli che pensava fossero dei panetti di hascisc e senza neanche contarli li ripone nel bagagliaio.

Una volta giunto all’altezza di San Donaci, inizia l’inseguimento. Equipaggi della Mobile e delle Volanti della questura di Brindisi stavano infatti effettuando uno specifico servizio di prevenzione in materia di armi e droga, quando notano una Opel Corsa e una Bmw che procedono a velocità sostenuta lungo la corsia di sorpasso. Insospettiti, intimano l’alt a entrambi i veicoli. Il conducente della Corsa si ferma e viene sottoposto a controllo. Palma, invece, alla guida della sua Bmw, in un primo momento rallenta, lasciando intendere di volersi fermare, per poi accelerare. La fuga, fra sorpassi e manovre azzardate, prosegue lungo la variante che collega la strada statale 7 Brindisi-Taranto alla superstrada Brindisi-Lecce. Poi il 30enne imbocca lo svincolo per Tuturano, dove riesce a far perdere le tracce. La polizia ritrova la Bmw intorno alle ore 12:15, in via Regina Elena. A bordo della macchina vengono recuperati, oltre ai panetti di eroina, anche il telefono cellulare e la patente di guida di Palma, che nel frattempo si era dileguato.

Il 30enne riferisce di aver vagato per Squinzano nascondendosi “qua e là”, senza mai tornare a casa, dove i poliziotti si sono recati più volte, o da altre persone. Intanto, grazie a un articolo di BrindisiReport che alcuni amici di cui non fa i nomi gli avevano mostrato tramite il loro cellulare, scopre di aver trasportato 12,5 chili di eroina, anziché i 5 chili di hascisc di cui lo straniero gli aveva parlato. Il pomeriggio di martedì 6 luglio decide di costituirsi e contatta i legali. Nel ravvisare la sussistenza del pericolo di fuga e sulla base dei gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, il gip ha dunque proceduto con la convalida del fermo, emettendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. 

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