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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Squinzano

Nessuna prova del periodo in cui assunse cannabinoidi, patente restituita

Un 24enne era stato denunciato e sanzionato dopo un incidente con feriti a Squinzano. Il test ha rilevato la positività, ma non il fatto che l'effetto delle sostanze fosse ancora attivo

LECCE – Trovato positivo ai cannabinoidi dopo un incidente con vari codici rossi per dinamica, non è stato provato che fosse effettivamente ancora sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, al momento dell’impatto, e per questo il verbale è stato ritenuto illegittimo e la patente gli è stata restituita.

L’incidente risale al dicembre dell’anno scorso. Il giovane, 24enne, era alla guida di un’auto. Dentro Squinzano, a un incrocio, avvenne un violento impatto con un’altra autovettura, entrambe cambiarono traiettoria e finirono contro il muro di un’abitazione.

Nei veicoli vi erano diverse persone, tutti i coinvolti furono trasportati in ospedale. Fra loro, appunto, anche il conducente di uno de auto, sottoposto ai test di rito, su ordine dei carabinieri intervenuti per rilevare il sinistro.

Ebbene, in ospedale il giovane risultò positivo all’uso di cannabinoidi. Pertanto, gli venne comminata la sanzione derivante dall’articolo 187 del codice della strada (guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti), con tanto di sospensione della patente per 18 mesi.

Seguito dagli avvocati Giovanni Ianne e Daniele Montinaro, il giovane ha impugnato il provvedimento davanti al giudice di pace di Lecce, il quale, alla fine, ha sposato la tesi difensiva. In sostanza, accertamento nullo in quanto il presunto colpevole, al primo esame diagnostico, appena giunto in ospedale, era risultato vigile e collaborante, e dall’esame dei commi 1 e 2 dell’articolo 187, la contestazione mossa non era quella di chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, bensì quella di chi guida in stato d’alterazione psicofisica determinato da tale assunzione.

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I test somministrati, insomma, non hanno permesso di stabilire il fattore temporale dell’assunzione. La positività dell’analisi alle sostanze stupefacenti, va infatti ricordato, fornisce piena prova di un uso precedente, ma non del mantenimento del loro effetto al momento della guida, alla luce del dato scientifico secondo cui, diverse ore dopo l’assunzione, le sostanze si trasformano in metaboliti inattivi. Di fatto, è noto come permangano nel sangue tracce di sostanza stupefacente anche molte ore dopo l’assunzione, quando l’effetto stupefacente è cessato.

Il giudice di pace Cosimo Rochira ha quindi annullato il provvedimento di sospensione della patente e ne ha disposto la restituzione al conducente. La stessa linea è stata poi sposata in sede penale anche dal giudice per le indagini preliminari Anna Paola Capano, la quale, a sua volta, ha dichiarato il non doversi procedere. Il fatto non sussiste, non potendosi dimostrare che il 24enne sia posto alla guida in stato di alterazione psicofisica causato dall’assunzione della sostanza stupefacente.

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