Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Feroce intimidazione: aggredito a colpi di spranga, poi gli bruciano il fuoristrada

La vittima è Omero Molendini Macchitella, 56 anni di Cellino San Marco, ex consigliere comunale del Pdl e bancario. Qusta mattina stava raggiungendo la filiale presso cui lavora, a Lizzanello. All'altezza di Squinzano, affiancato da una banda in auto. Ferito, è stato trasportato al "Perrino"

Foto per gentile concessione di Brindisireport.it

SQUINZANO – Un’aggressione spietata, al punto tale che, la vittima, non solo è stata rapinata del suo fuoristrada, un Rexton, ma anche pestata selvaggiamente, usando un bastone di legno.

E sono state percosse che hanno provocato lesioni non da poco. Tanto che Omero Molendini Macchitella, 56 anni di Cellino San Marco, s’è accasciato al suolo, ormai impotente davanti alla furia di tre individui incappucciati, e, una volta soccorso, quando i suoi carnefici erano ormai lontani, è stato trasportato in ospedale a bordo di un’ambulanza del 118.

L’uomo è molto noto nel brindisino perché esponente del Pdl e già assessore e poi consigliere comunale nel suo comune di residenza. Ma è anche direttore di banca della filiale della Banca popolare pugliese di Lizzanello.

L’aspetto particolare della faccenda è proprio il movente, sul quale dovranno investigare gli inquirenti. Non è stata, infatti, la “classica” rapina per venire in possesso di un mezzo da usare per altri scopi: auto del genere sono impiegate a volte come “ariete” per furti con spaccata, per esempio. Piuttosto, il fuoristrada è stato dato alle fiamme a circa due chilometri di distanza dal luogo in cui è avvenuto l’assalto.

Dunque, le piste che si profilano sono sostanzialmente due e possono riguardare questioni di natura privata o il suo impegno politico. Ecco perché il caso potrebbe interessare anche la Procura brindisina. Al momento il fascicolo è in mano al sostituto procuratore leccese Donatina Buffelli.  

Di certo, per Omero Molendini Macchitella è stato un vero incubo a occhi aperti. Il 56enne e questa mattina, come ogni giorno, stava raggiungendo il posto di lavoro, con il suo fuoristrada. Doveva essere una normale giornata da dedicare agli impegni professionali, ma tutto è radicalmente cambiato quando, intorno alle 7,30, lungo la tratta che collega Cellino a Squinzano, ormai giunto in provincia di Lecce, ha visto sbucato alle sue spalle un veicolo. Si tratterebbe di un Fiat Doblò. Dentro c’erano tre uomini, le cui intenzioni si sono palesate subito.

IMG-20130925-WA001-2Il Doblò, infatti ha affiancato il Rexton, speronandolo e obbligando Molendini Macchitella a fermarsi sul ciglio della strada. L'uomo non ha avuto neanche il tempo di reagire. I malviventi l’hanno letteralmente trascinato in strada, dopo aver spalancato lo sportello, puntandogli contro una pistola, per poi aggredirlo con particolare ferocia, lasciandolo dolorante sull’asfalto.

Uno dei componenti della banda s’è poi messo al volante del fuoristrada ed è fuggito seguendo i complici nell’altra auto. Ma, poco dopo, i tre si sono fermati, in una strada di campagna in "Contrada Chimiento", hanno cosparso il Rexton di benzina e gli hanno dato fuoco. Mollando per terra anche l’arma. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, diretti dal maggiore Nicola Fasciano, per avviare le indagini.

I militari hanno reperito la pistola, scoprendo subito che è semplicemente un modello giocattolo senza tappo rosso. Il 56enne, nel frattempo, è stato condotto in ambulanza nell’ospedale “Perrino” di Brindisi, dov'è al momento ricoverato. La sua vita non è comunque in pericolo, sebbene abbia riportato fratture alle costole ed ecchimosi in volto.

Già in passato, inoltre, era stato fatto oggetto di intimidazioni incendiarie e, come riporta il giornale Brindisireport.it, ad agosto il suo nome era comparso insieme a quello di altri amministratori pubblici (sindaco incluso), in centinaia di volantini anonimi, con caratteri redatti con un normografo. Le accuse mosse dagli anonimi, ad oggi senza prove, di aver intascato tangenti.

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