Cronaca

Squinzano: travolta da indagine Metrangolo lascia presidenza del Consiglio

L'esponente di Forza Italia è fra gli indagati, con l'accusa di corruzione impropria, nell'ambito dell'inchiesta dei carabinieri su possibili infiltrazioni mafiose all'interno del Consiglio comunale. Nell'operazione "Vortice-Déjà Vu" suo figlio è finito agli arresti

SQUINZANO - Fernanda Metrangolo, si è dimessa da presidente del Consiglio comunale di Squinzano, a seguito dell’indagine che l’ha travolta con il figlio, Carlo Marulli, quest’ultimo arrestato nel corso del blitz dei carabinieri del Reparto operativo di Lecce e del Ros eseguito all’alba del 10 novembre.

L’operazione, ribattezzata “Vortice-Déjà vu”, ha fatto luce su una presunta associazione di tipo mafioso che avrebbe avuto agganci anche nella pubblica amministrazione. Nel procedimento, Fernanda Metrangolo è a sua volta indagata per corruzione impropria. Secondo gli investigatori, nelle sue vesti istituzionali, avrebbe ricevuto da un nipote, 2mila e 409 euro, avendo il figlio Marulli come intermediario, come compenso per aver favorito con tempestività un pagamento per lavori svolti nel 2009 per la ditta del padre.

Fernanda Metrangolo resta comunque a Palazzo, nelle vesti di consigliere comunale ed ha già chiesto di essere ascoltata dai magistrati per fare chiarezza sulla vicenda che vede al centro lei e il figlio.

Esponente di Forza Italia, è stata anche assessore provinciale nella giunta di Antonio Gabellone nell’ultimo scorcio della consiliatura. Il figlio, Carlo Marulli  ha invece ricoperto il ruolo di presidente della locale squadra di calcio di proprietà dei fratelli Patrizio e Antonio Pellegrino (tra i ricercati), figli di Francesco detto “Zu Peppu” e reggenti insieme a Sergio Notaro (altro ricercato) di un clan di spicco nel panorama della Sacra Corona Unita, in affari anche con quello che fa capo al leader indiscusso della mafia salentina, Giovanni De Tommasi, la cui moglie Ilde Saponaro è finita in manette all’esito dell’inchiesta che è penetrata in diversi ambiti di illegalità come l’estorsione, l’usura, il traffico di stupefacenti, il gioco d’azzardo.

Nei giorni scorsi il Partito democratico, in una conferenza stampa, ha invocato lo scioglimento del Consiglio comunale di Squinzano. Tra gli altri indagati, c’è anche l’ex sindaco Gianni Marra, che risponde di abuso d’ufficio perché avrebbe favorito Antonio Pellegrino nella concessione di un alloggio popolare e che s’è difeso nei giorni scorsi pubblicamente, sostenendo di aver agito seguendo le procedure. 

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