Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Tutte le strade portano ad Anas: gli scenari possibili per la Ss 275

Dopo le motivazioni del Consiglio di Stato, alla società non resta che decidere cosa fare per sbrogliare l'intricata matassa. Il punto di partenza è una gara illegittima

Pietro Quinto.

LECCE - Si parte da due certezze, si arriva chissà dove perché sulla vicenda della Ss 275, la strada da Maglie al Capo di Leuca, incombono anche le nefaste predizioni della "dama nera" di Anas, Antonella Accroglianò che, non sapendo di essere intercettata ha parlato di quel progetto di raddoppio come della prossima bomba pronta a esplodere. 

La prima: l'aggiudicazione dell'appalto al raggruppamento capeggiato da Ccc è stato viziato da "macroscopiche illegittimità", come sancito da una sentenza del Consiglio di Stato del luglio del 2014. La seconda: se Anas decidesse di procedere comunque al via libera in virtù di quell'esito che premiava  Ccc, allora il consorzio capeggiato da Matarrese srl si rivolgerebbe alla procura della Repubblica per una denuncia di tipo penale.

Tra i due punti fermi, illustrati questa mattina in conferenza stampa dall'avvocato Pietro Quinto, difensore della Matarrese, ci sono una serie di passaggi, il più rilevante dei quali è la sentenza di dicembre del Consiglio di Stato (le motivazioni sono state rese note due giorni addietro) che ha confermato il diritto di Anas, stazione appaltante, di procedere all'annullamento della gara in autotutela, aggiungendo però che per rendere pienamente legittima tale facoltà, deve adeguatamente motivarla. Su quel pronunciamento il noto legale è voluto tornare, per richiamare il senso di una battaglia giudiziaria che dall'ambito della legittimità amninistrativa potrebbe passare a quello della liceità di natura penale. 

Al momento però, e Quinto lo ha voluto dire con realismo, non si può presumere con certezza quale sarà l'esito. Anzi, a ben vedere, ci sono quattro scenari possibili: Anas decide di non esercitare l'autotutela e dà esecuzione al contratto con Ccc; Anas decide di ricorrere all'autotutela e alla stipula di un contratto con Matarrese; Anas si orienta per annullare la procedura, indicendone una nuova; Anas decide di annullare la gara e di non procedere alla realizzazione dell'opera, magari dirottando i fondi (nel complesso circa 300 milioni di euro, compresa una quota della Regione Puglia). Nelle ultime due ipotesi, Anas dovrebbe pagare la penale di 10 milioni di euro stabilita dal Consiglio di Stato con la sentenza del 2014 in favore della Matarrese, giunta quarta in una gara in cui sarebbe dovuta essere l'aggiudicataria.

Non si tratta, evidentemente, di opzioni equivalenti perché appare irrealistico pensare che il management di Anas - quello subentrato al vertice dopo il terremoto giudiziario dei mesi scorsi, che peraltro non appare affatto concluso - voglia dar seguito a una gara che il supremo organo della giustizia amministrativa ha ritenuto illegittima, accollandosi peraltro l'onere di un risarcimento. Ma Anas è uno società a partecipazione pubblica ed è chiaro che la volontà politica è determinante: a questo proposito l'avvocato Quinto ha fatto riferimento alle frizioni tra il governatore della Puglia, Emiliano e il presidente del Consiglio dei Ministri, Renzi. La questione della Ss 275 è dunque a un bivio: qualunque decisione prenda Anas, ci saranno delle conseguenze.

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