Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

"Sta arrivando il G8? Noi, i commercianti senza paura"

Divide la questione sul vertice finanziario. In una lettera tredici esercenti leccesi si rammaricano dei timori di molti loro colleghi. "No alle distorsioni, lavoreremo come sempre senza alcun timore"

S'intitola "I commercianti che non cedono alla paura", è una lettera inviata alle redazioni dal coordinamento "No G8", firmata da tredici attività commerciali di Lecce: Simone Rollo di "Ergot Interno 4", Carlo Mileti e Florence Torres di "Made in dignity Bottega del Mondo", Antonino Conte di "Artegò", Cristiano Cremonesini dell'edicola di piazza Sant'Oronzo, Samba Bucye e Vigneswaran Neerasa di "Salento Kebab", Maria Palma di "African Shop", Carlo Faiulo di "Siddharta", Marco Povero del "Joyce Irish Pub", Anna Palmieri della "Libreria Palmieri", il negozio "Aresta", il "Caffè Letterario", l'"Ethiopian Vibration" e "Icaro Libri & Caffè". Annunciano che nei giorni del vertice finanziario resteranno aperti, mostrandosi dispiaciuti per quanto diversi altri commercianti avrebbero intenzione di fare.

"Sono passati 71 anni dal 30 ottobre 1938, giorno in cui Orson Welles, leggendo in radio alcuni brani della 'Guerra dei mondi', generò nella popolazione americana un attacco di panico collettivo dovuto all'ascolto della cronaca in diretta di un'invasione aliena", scrivono. "Si trattò di un'inconsapevole prova della forza dei mass media e della potenza che essi hanno sulle coscienze collettive. Trascorsi decenni questa forza è stata studiata, elaborata e purtroppo si è concentrata nelle mani di pochi, ormai in grado di lanciare tendenze, allarmi sociali, notizie vere o false, nonché scegliere cosa comunicare e cosa tacere. Il pubblico invece, per quanto assuefatto alle immagini mass mediate, viene quotidianamente bombardato ed indirizzato verso una logica di pensiero che possa fare comodo all'allarme sociale del momento. Che si creino marginali problematiche sociali al fine di distogliere l'attenzione dalle grosse tematiche che riguardano tutti i cittadini sembra ormai assodato ma in ogni caso è difficile da far comprendere ai più".

"Chiaramente - prosegue la missiva - sappiamo bene come i giornalisti e tutti gli operatori dei media svolgano con dovizia il loro lavoro e come siano anch'essi consapevoli dei limiti invalicabili che il mestiere spesso gli impone. La notizia confezionata viaggia per parallelismi malsani e quanto mai inopportuni come ad esempio immigrazione/clandestinità, diversità/pericolo o più banalmente pit bull/ferocia, islam/terrorismo e via dicendo e purtroppo sappiamo bene come gli interessi economico-politici riescano finemente a centrare il dibattito sull'argomento di caldo interesse. Come nei casi appena citati - continua il testo - anche l'avvenimento G8 rappresenta una delle tematiche scottanti e poco chiare e approfittando dei tristi trascorsi di Genova la mediacrazia spesso distoglie l'attenzione dai reali argomenti di discussione per agganciare la notizia che vende di più cavalcando le paure ed i timori della gente comune. Ed è così che si depista il pensiero dall'unico interrogativo che ci si dovrebbe porre ovvero: "Perché questi ministri artefici negli anni della concentrazione della ricchezza, dei fallimenti delle banche, dell'appropriazione indebita dei risparmi dei cittadini, della sottrazione delle risorse ai paesi poveri, continuano ad arrogarsi il diritto di rinchiudersi in gabbie dorate per discutere della sorte economica di tutti noi?"

"Leggiamo con dispiacere che molti colleghi del commercio hanno il timore di non poter lavorare nei giorni del vertice o di vedere devastato il proprio negozio da fantomatici ribelli in arrivo da ogni dove - dicono ancora -, di vedersi paradossalmente forzati alla chiusura proprio in un periodo di crisi economica e proprio mentre qualcuno discute quasi segretamente, ma in pieno centro, delle sorti dell'economia globale. Sembra una grande presa per i fondelli, e sulla base di questa riflessione è proprio questo che ci fa più paura e per questi motivi noi nei giorni del vertice saremo aperti - concludono -, continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto senza il timore di eventuali atti di violenza, con l'amara certezza che per l'ennesima volta le istanze reali dei cittadini non saranno assolutamente prese in considerazione".

E intanto, è previsto per domani sera, 11 giugno, a Lecce la delegazione dei movimenti del Sud del Mondo ospiti e partecipi ai lavori del "NoG8" che in questi giorni si sta svolgendo in città. La delegazione è composta da Andrea Baranes della Campagna per la riforma della banca mondiale; Fabrina Furtado (Argentina), segretaria organizzatrice di Jubilee South; Percy F. Makombe (Sud Africa) direttore dei programmi di Economic Justice Network; Dani Setiawan (Indonesia), Ketu Koalisi Anti Utang/Coalizione Contro il Debito (Kau).

I temi, spiegano gli organizzatori, verteranno sul capitalismo e sui problemi del Sud del mondo, con testimonianze dei popoli e delle resistenze alle imposizioni economiche dei governi occidentali, del Fmd, della Banca mondiale, delle multinazionali. Saranno presentate proposte alternative, alcune già praticate, basate su modelli di economia alternativa, solidale e sostenibile. Nel convegno del 12 si porterà anche un messaggio, riguardante il modello neocapitalista, che sarebbe ormai imploso sotto il peso di storture e ingiustizie a cui contrapporre dignità dell'uomo e del suo lavoro, rispetto dell'ambiente e dei beni comuni, equità dello scambio nel commercio. L'invito è esteso a cittadini, commercianti e amministratori pubblici.

"Siamo infatti noi, cittadini e consumatori, vittime e responsabili allo stesso tempo delle politiche imposte dai G8 - scrivono gli organizzatori -: vittime perché subiamo le conseguenze di queste ricette immaginate nel castello dei cosiddetti grandi, responsabili perché acriticamente compiamo quotidianamente gesti che non mettono in discussione lo status quo imperante". Il comitato del "NoG8" entra intanto in polemica anche i commercianti che leccesi: "Invece di gridare al lupo al lupo, essi stessi per primi dovrebbero esigere dai ministri rinchiusi nel castello il risarcimento dei danni mondiali e locali imposti dal loro passaggio e dalle loro scelte blindate". E agli amministratori pubblici dicono: "Invece di immaginare un florido turismo 'grazie' a questi vertici (come se tutto chiude?), dovrebbero sapere che l'ospitalità è per sua natura apertura, accoglienza, contaminazione. Ma forse stiamo parlando di cose troppo grandi per i piccoli e meschini interessi di partito... la politica, quella vera, è nelle piazze, ma a loro piace molto di più il castello".

Il 12, presso l'Auditorium dell'Antoniano, in via Monte San Michele, si svolgerà il G-Human. Dalle 9 alle 14 un work-shop su temi quali: "Precarietà, disoccupazione ed esclusione sociale", Lo sviluppo economico è più importante dello sviluppo dell'uomo?", e ancora, "Economia degli esclusi, immigrazione e marginalità", "Allarme disoccupazione, welfare e storture della globalizzazione", "Economia a servizio dell'uomo: spiritualità, etica e banche" e " Crisi finanziaria: un'occasione per le mafie?". Parteciperanno Raffaella Bolini, Marco Calvetto, Alessandro Cobianchi, Alberto Fantuzzo, Teresa Masciopinto, Agostino Megale, Davide Pati. Dalle 16 alle 20, assemblea plenaria e redazione del documento finale e alle 21 una veglia di riflessione.


Nel frattempo, il dispositivo di sicurezza si preannuncia corposo, anche se questura e prefettura rassicurano sulla possibilità di disordini. Tuttavia, a non sentirsi del tutto sicuri sono i lavoratori di banca. I sindacali provinciali Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca/Uil e Dircredito, "facendosi portavoce della preoccupazione delle colleghe e dei colleghi bancari delle filiali ubicate in Lecce ed in particolar modo per quelle nel perimetro del Castello Carlo V (così detta zona rossa), che nella giornata di venerdì 12 si dovranno presentare al lavoro a piedi e muniti di pass identificativi essendo inibito il traffico veicolare - scrivono in una nota -, chiedono alle direzioni delle banche interessate, al signor prefetto ed al signor questore di voler implementare la sicurezza intorno alle filiali, in altre simili circostanze ed in altre città, oggetto di dure contestazioni da parte dei manifestanti contrari al vertice".

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