Cronaca

Stabilimenti aperti anche in inverno: soluzione temporanea con la regia della prefettura

Firmato un accordo per tenere insieme le ragioni della tutela ambientale con quelle dell'economia turistica. Gli imprenditori, presentando istanza, possono restare aperti fino al termine dell'iter di valutazione da parte della Sovrintendenza. Intanto si procede alla convocazione di una conferenza di servizi con la Regione Puglia

Uno stabilimento a San Foca.

LECCE - Gli stabilimenti balneari del Salento potranno rimanere aperti anche dopo il 31 ottobre. Così è stato deciso nell'ambito di un accordo firmato oggi con la regia della prefettura di Lecce dalla Sovrintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio, dalla Provincia e dall'assessorato regionale allo Sviluppo Economico e con l'adesione delle associazioni di categoria Confindustria, Federbalneari, Laica, Sib Confocommercio, Associazione operatori turistici di Gallipoli e Associazione piccole e medie imprese.

I punti cardine dell'intesa sono i seguenti: la Sovrintendenza si impegna a valutare nei 45 giorni previsti dalla normativa le istanze di riesame del diniego già espresso o quelle di nuovo rilascio per il mantenimento delle strutture per la balneazione. Nelle more della procedura gli imprenditori possono proseguire la loro attività. Questa soluzione, di per sè transitoria, si inquadra nell'ambito della conferenza dei servizi che il prefetto Caludio Palomba convocherà entro quindici giorni: in quella sede, alla presenza della Regione, si procederà alla definizione di regole definite che possano porre fine al contenzioso fatto di ricorsi al Tar e controricorsi al Consiglio di Stato e anche alle polemiche. Martedì un folto gruppo di aderenti a Federbalneari aveva portato gli ombrelloni fino in piazza Sant'Oronzo per poi sfilare in corteo fino alla sede dell'ufficio dipendente dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo.

La posizione della Soprintendenza sul punto è chiara: il mantenimento delle strutture può essere valutato solo a seguito della redazione del Piano delle coste, che ogni Comune è tenuto a fare in conformità con quello regionale. Lo strumento urbanistico, insomma, è ritenuto ineludibile e non si può pensare ad un'autorizzazione generalizzata e a prescindere "dalla preliminare e attenta analisi dei luoghi". Chi si sta dotando, proprio, in queste ore del piano costiero è il Comune di Gallipoli, dove al momento è insediato come commissario straordinario il vice prefetto Guido Aprea

prefetto_soprintendente-2Per la Città Bella, ha spiegato il prefetto, è in arrivo anche l'Accordo integrato sulla sicurezza per lo sviluppo: uno strumento che consentirà nel giro di pochi mesi di mettere in atto iniziative concrete, con una sinergia tra pubblico e privato, per far sì che dalla prossima stagione estiva possano essere superati i principali problemi che si verificano nella Città Bella, in particolare nella stagione estiva. Il via libera è arrivato dal ministero dell'Interno.

Alcuni rappresentanti delle associazioni, a margine della firma dell'accordo, non hanno nascosto le loro perplessità legate soprattutto alla ristrettezza dei tempi: le istanze devono infatti essere presentate entro lunedì 2 novembre. Il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, ha sottolineato l'accelerazione impressa alla questione dal prefetto che, d'altra parte ha comunicato di aver già sottoscritto con il presidente della Regione, Michele Emiliano, e con lo stesso Gabellone la bozza per il protocollo sul distretto turistico: i comuni avranno tempo fino al 6 novembre per aderire e nella settimana successiva si intende già procedere alla convocazione della relativa conferenza dei servizi.

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