Cronaca

"Staccate la spina e fateci morire". L'appello disperato dei gemelli Quarta

I due fratelli 34enni di Merine, attaccati ai respiratori, si rivolgono alle istituzioni per chiedere il diritto a cure migliori: necessitano di nuove terapie e da tempo attendono i soldi dell'assegno regionale loro spettante

@TM News/Infophoto

Merine (LIZZANELLO) - "Staccate la spina e fateci morire'': l'appello è disperato ed è rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso. A "firmarlo" sono, attraverso la voce di un computer sono Marco e Sergio Quarta, fratelli gemelli 34enni, affetti dall'età di 10 anni dalla rara distrofia di Duchenne.

Per via della malattia, i due sono costretti dentro un letto, attaccati ai respiratori, nella loro casa di Merine, una frazione di Lizzanello, nel Salento, accuditi dai genitori. Attivissimi sui social network, provano attraverso di essi a relazionarsi con l'esterno e ad essere informati su tutto.

Sergio e Marco vogliono provare nuove terapie, chiedono di essere sottoposti a cure sperimentali, anche con le cellule staminali: vogliono che i luminari della medicina si interessino a loro e che lo facciano anche le istituzioni. Da qui l'appello che i genitori hanno fatto con una lettera inviata al presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato nonché ai ministri della Sanità e della Giustizia.

Marco e Sergio sono in attesa da mesi del cosiddetto assegno personalizzato, un contributo erogato dalla Regione Puglia attraverso graduatoria stilata dall'ambito territoriale di zona: sono al
terzo e quarto posto ma, pare a causa dei ricorsi presentati da chi in graduatoria non è entrato, i tempi si stanno allungando ancora. E, soprattutto, chiedono che venga loro consegnata la somma di 300mila euro, erogata in due tranche, nel 2004 (96mila euro) e nel 2006 (200mila euro), dalla Regione Puglia al Comune di Lizzanello di cui, però, la famiglia Quarta non ha traccia.

Antonio Quarta, il padre di Marco e Sergio, ha presentato denuncia alla Guardia di finanza e alla magistratura ''ma il fascicolo - dice - è fermo sul tavolo del pm a prendere polvere''. ''I miei figli - scrive nella lettera inviata a Napolitano - hanno chiesto di essere staccati dai respiratori e siamo riusciti a far cambiare loro idea. Diverse volte ho pensato di farmi giustizia da solo. Ma poi ho pensato a Marco e a Sergio e ho lasciato stare".

"Mi rivolgo - afferma - a tutti voi implorandovi in ginocchio di ascoltarmi e di darmi giustizia''. I soldi servirebbero alla famiglia per migliorare la condizione di vita dei due gemelli e anche per verificare la possibilità di cure più efficaci.

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