Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

275, il Tar respinge ricorso degli "espropriati": "Tardivo ed inammissibile"

Altra decisione favorevole al raddoppio della Maglie-Leuca, arrivata dalla terza sezione del tribunale amministrativo leccese: respinto il ricorso dei proprietari tricasini. Ora nuovo scontro tra le ditte partecipanti alla gara

TRICASE - Ennesima decisione a favore dei lavori della strada 275 Maglie-S. Maria di Leuca. È stata depositata oggi la sentenza con cui la terza sezione del Tar per la di Lecce ha respinto il ricorso proposto da un gruppo di proprietari residenti in Tricase e che aveva registrato anche l’intervento in loro favore dello stesso Comune.

I giudici amministrativi, accogliendo le eccezioni difensive svolte per conto della Provincia di Lecce e del consorzio Asi dall’avvocato Pietro Quinto, hanno dichiarato il ricorso in parte inammissibile ed in parte tardivo. Secondo il dispositivo, la realizzazione di opere di preminente interesse nazionale non richiede che gli atti vengano comunicati direttamente e personalmente agli interessati da attività espropriative, cosicché il termine di impugnazione decorre dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera con la quale il Cipe aveva approvato il progetto preliminare.

Ciò era avvenuto nel maggio del 2005 mentre il ricorso è stato proposto a distanza di sette anni, e precisamente nel maggio del 2012. La causa decisa dal Tar salentino, diversa dai procedenti ricorsi, ha riguardato la posizione dei proprietari delle aree espropriande, che, avendo ricevuto nell’aprile dello scorso anno l’avviso di Anas ai fini della quantificazione dell’indennità di esproprio, ritenevano di poter essere rimessi in termini per censurare addirittura gli atti di approvazione del progetto.

Il Tar di Lecce ha poi dichiarato inammissibile il ricorso proposto nei confronti della società di progettazione Prosal, difesa dall’avvocato Ernesto Sticchi Damiani: "i proprietari non hanno alcun interesse – hanno spiegato i Giudici - a dolersi della scelta del soggetto incaricato della progettazione perché non esiste alcuna correlazione tra l’obiettivo di impedire la realizzazione dell’opera stradale e il fatto che l’attività di progettazione sia affidata ad un concorrente piuttosto che all’altro".

La sentenza segna un ulteriore passo avanti nel cammino per la realizzazione di questa strada che comporterà l’allargamento a quattro corsie dell’attuale tratto da Maglie a Montesano Salentino, mentre quello successivo sarà in variante rispetto al tracciato già esistente ed interesserà in particolare il territorio del Comune di Tricase: nell’ultimo tratto, infine, la strada sarà a due corsie a partire dalla frazione di San Dana, tratto nel quale, a seguito di un accordo tra Anas, Regione e Provincia di Lecce, si è sostituito il sovrappasso, ritenuto molto impattante, con una strada sottoposta e le corsie sono state ridotte da quattro a due.

A questo punto, rimane in piedi il contenzioso tra le ditte partecipanti alla gara d’appalto per l’affidamento dei lavori della strada. Il prossimo appuntamento è per il 20 febbraio di nuovo innanzi al Tar di Lecce.

Soddisfatto della sentenza, Biagio Ciardo, consigliere provinciale del Pdl, che non riesce, però, a gioire, "in quanto ritengo che in questa vicenda avrebbe potuto avere sbocco unanime grazie alla collaborazione istituzionale siglata tra Provincia, Regione, Anas e Ministero grazie al lavoro di mediazione svolto dall’allora Ministro Fitto e che ha visto anche la realizzazione di ritocchi al tracciato per ridurne ancor più l’impatto ambientale. Invece, a causa dello spirare di qualche venticello oltranzista che ha preferito barattare il buon senso e l’interesse del territorio per assecondare le pulsioni più radicali, si è dato vita ad un braccio di ferro giudiziario rivelatosi del tutto infondato".

"Non è mia intenzione - prosegue - intestare meriti, né fissare la linea di demarcazione tra chi ha operato correttamente e chi ha avuto come stella polare il proprio piccolo interesse elettorale e ideologico soffiando sul fuoco della polemica. Leggendo con attenzione la sentenza ognuno potrà farsi una idea chiara e limpida. Ciò che invece osservo è che oggi il Salento acquisisce una pronuncia in più che conferma la correttezza dell’opera, ma si trova ad aver perso altro tempo nell’infrastrutturazione del Capo di Leuca. Chi ha senso di responsabilità non può permettersi tentennamenti ulteriori, ma deve continuare a profondere i propri sforzi lungo la strada che ci porta alla sicurezza e allo sviluppo nell’interesse del territorio".

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