La stazione compie 150 anni: crocevia di sogni e dolori di un intero territorio

Dal 16 al 24 gennaio presso il Museo Ferroviario una mostra per celebrare la nascita di una linea, la Lecce-Brindisi che completava la dorsale adriatica. Era l'anno 1866

Il primo binario della stazione di Lecce.

LECCE – La stazione ferroviaria di Lecce compie oggi 150 anni. Il 15 gennaio del 1866, infatti, con l’apertura della strada ferrata per Brindisi si completava la linea fino a Bologna.

Si tratta di una ricorrenza particolare, perché dallo scalo del capoluogo salentino sono passate le speranze, le delusioni, le gioie e i dolori di un numero indefinibile di donne e uomini che talvolta per scelta, molte altre per necessità, hanno fatto fagotto e sono partite verso un orizzonte più dignitoso.

Ma la stazione di Lecce è oggi anche il terminale di arrivo di notevoli flussi di turisti che sembrano indicare alle istituzioni locali e a un’opinione pubblica pigra e silenziosa la direzione di un sviluppo possibile e soprattutto sostenibile.

La storia della stazione è dunque, in sintesi, anche la storia di un terra che non è di passaggio. Perché qualche chilometro più a sud finisce tutto e inizia il mare. La ferrovia, dal 1866, è il cordone ombelicale tra il Salento e il resto del Paese. 

Per celebrare i 150 anni  della linea Bari-Lecce, l’associazione Aisaf ha pensato di riproporre in forma riveduta e aggiornata alcune sezioni della mostra “Ferrovia e territorio in Puglia 1855-2006”, curata da Carmelo Pasimeni, docente dell’Università del Salento, e già esposta nel dicembre del 2006 in occasione dell’inaugurazione del doppio binario.

La mostra si apre con il primo progetto mancato di costruzione della ferrovia Napoli-Brindisi, presentato dall’ingegnere napoletano Melisurgo al Re Ferdinando II di Borbone. Segue una cronologia delle costruzioni ferroviarie in Puglia ed in Italia. Due sezioni abbracciano la costruzione della linea adriatica  nel tratto tra Foggia e Lecce, con la diramazione Bari-Taranto, e la realizzazione e il completamento del doppio binario tra Bari-Lecce e la relativa elettrificazione.

museoferroviario6-2L’arrivo della ferrovia, raccontato nella prima sezione, sconvolse i vecchi equilibri economici e sociali del territorio e segnò nuovi percorsi commerciali, rendendoli più celeri e più rispondenti alle esigenze di una società moderna: la città di Bari si dotò di una serie di infrastrutture di trasporto che la portò ad affermarsi come città-capoluogo di regione; il porto di Brindisi, con l’arrivo della Valigia delle Indie, a cui è dedicato un pannello, divenne lo snodo  treno e nave per il collegamento tra Occidente e Oriente.

Nella seconda sezione è ricostruita la storia del doppio binario tra Bari e Lecce e l’elettrificazione della linea. Essa racconta la lunga e problematica storia che risale agli inizi del XX secolo. Se ne fecero interpreti economisti, intellettuali e uomini politici. Si trattò di un dibattito appassionato ma che non sortì risultati concreti. 

Solo dopo i due conflitti mondiali la questione del doppio binario si ripropose, ma soltanto nel 1975 iniziarono i lavori che, tra sospensioni, riprese e alterne vicende politiche, burocratiche, logistiche, furono finalmente portati a termine nel 2006. Intanto nel 1996 l’intera tratta era stata elettrificata. Oggi i treni cosiddetti Pendolini e gli Eurostar di generazione sono stati sostituiti dai convogli “Freccia Argento”  e “Freccia Bianca”, in attesa dell’arrivo anche a Lecce della tanto agognata “Freccia Rossa” nel prossimo mese di giugno.

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La mostra sarà visitabile ogni giorno dal 16 al 24 gennaio dalle 9.30 alle 12, sabato e domenica anche pomeriggio-sera dalle 16.30 alle 19.30. Ingresso alla mostra gratuito. A ricordo dell’avvenimento l’Aisaf ha stampato tre cartoline commemorative, dedicate alle stazioni di Bari, Brindisi, Lecce, acquistabili presso il bookshop del Museo Ferroviario.

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