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Impresa funebre ma con trasporto infermi. E scatta la chiusura

Il provvedimento adottato a Sternatia nei confronti di una ditta. Dal controllo del Nas dei carabinieri è emerso però anche altro: trovati medicinali e dispositivi di ospedali, il titolare è stato quindi anche denunciato per peculato e ricettazione

STERNATIA – Controlli a tappeto in tutta Italia dei carabinieri del Nas presso le strutture di permanenza delle salme negli ospedali pubblici e nelle cliniche private, ma anche nelle imprese funebri private e nei servizi cimiteriali, per mettere a nudo eventuali irregolarità e accertare il rispetto delle misure di prevenzione al contagio da Covid-19. Risultato: centinaia di irregolarità. E fra queste, due sono considerate dagli stessi militari fra le operazioni più rilevanti, che hanno portato, cioè, a provvedimenti di chiusura.

In un caso, la misura è stata adottata presso una sala settoria all’interno della camera mortuaria del cimitero di Cisterna di Latina, a causa di gravi carenze igieniche. Nel secondo, che riguarda da vicino la provincia di Lecce, problemi sono stati riscontrati presso una ditta funebre di Sternatia, che, stando a quanto riportano i militari de Nas, avrebbe esercitato in condizioni d’incompatibilità d’impresa. E così è stata disposta la chiusura dal Comune. 

Entrando nel dettaglio, la ditta avrebbe gestito anche un servizio di trasporto di infermi incompatibile con quella di impresa funebre. E l’attività ispettiva, estesa al servizio di autombulanze riconducibili allo stesso imprenditore, ha consentito di individuare il possesso indebito di medicinali “ad uso esclusivo ospedaliero” e di dispositivi medico-chirurgici riconducibili al distretto sanitario pubblico. Pertanto, è scattata la denuncia alla Procura per peculato e ricettazione. Il valore dell’attività chiusa ammonta a circa 400mila euro.

Per il resto, sono stati oggetto di ispezione 375 tra obitori e camere mortuarie interni alle strutture ospedaliere e aree adibite al commiato di privati. In tutta Italia, 23 sono state le segnalazioni alle autorità amministrative e ulteriori 78, tra dirigenti di strutture sanitarie ed ospedaliere, nonché titolari di imprese funebri private, per violazioni della disciplina sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, inosservanza degli obblighi della normativa anti-Covid e delle leggi regionali e di polizia mortuaria, contestando 102 sanzioni penali ed amministrative.
 

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