Cronaca

Sterpi in fiamme, oltre 4mila interventi. E i pompieri rischiano di restare a piedi

Il grido d'allarme del Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco. Gli incendi, dovuti spesso a negligenza, generano un alto costo sui carburanti. "Le ditte fornitrici avanzano crediti per 200mila euro. Siamo in piena crisi"

 

LECCE – Piromani perditempo, ma anche agricoltori e proprietari terrieri poco accorti, generano un costo per le casse dello Stato che rischia di lasciare a piedi i vigili del fuoco. E’ una catena di conseguenze, di quelle sulle quali raramente si riflette. E invece, c’è da pensare, eccome. Perché forse non tutti sanno che il comando dei vigili del fuoco di Lecce è, statistiche alla mano, fra i più attivi in tutta la nazione nell’intervenire per incendi di sterpaglie. “E tutto questo incide in maniera esponenziale sulla spesa annuale dei carburanti”.

La denuncia arriva dal segretario provinciale del Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco di Lecce, Giancarlo Capoccia. Che spiega: “Abbiamo carburante sufficiente a garantire la funzionalità dei servizi ancora per poco tempo, dopodiché, se non interverranno novità, le ditte fornitrici, i cui crediti vantati ad oggi si aggirano ad oltre 200 mila euro, sospenderanno la fornitura di gasolio e benzina per autotrazione”.

E’ un vero e proprio grido d’allarme, quello lanciato dal sindacato dei vigili del fuoco salentini. E alcune zone, in particolare, sembrano più a rischio. “I mezzi di soccorso dei distaccamenti di Tricase, Gallipoli e Ugento – dice Capoccia -, per continuare ad assicurare il soccorso, sono stati inviati presso quello di Maglie, dove hanno fatto rifornimento nell’unico serbatoio rimasto con un po’ di carburante”. Ma nei prossimi giorni ci si esporrà all’emergenza vera e propria e “da quel momento saremo costretti a fornire l'opera di soccorso, con il rischio di restare con i serbatoi vuoti per strada o, peggio ancora, su qualche intervento, sperando che non si tratti di circostanze in cui potrebbe essere in gioco la vita umana”.

Le colpe, come sempre, sono da distribuire. Per il Conapo, in primis, ci sono i “tagli lineari operati dal governo, i quali non hanno risparmiato nessuno, neppure i servizi essenziali e, fra questi, anche la sicurezza dei cittadini che dovrebbe essere una priorità per uno Stato moderno ed efficiente”. Ma è chiaro che molto dipende anche dall’educazione civica. Ed ecco che entrano in ballo “l’azione dei piromani, le negligenze dei cittadini e, non per ultimo, l’incapacità degli enti preposti di predisporre azioni di contrasto e di non mettere in atto i piani, pure previsti, per prevenire gli incendi di sterpaglie”. E tutto questo, influisce inevitabilmente e “in maniera esponenziale sulla spesa di carburante”.

Qualche dato? “Dal 1° giugno al 30 settembre sono stati oltre 4mila e 500 gli interventi per incendi di sterpi, rovi, alberi e quant’altro, effettuati dai vigili del fuoco di Lecce, i quali, oltre a provocare danni ambientali causano anche danni economici, non solo a chi li subisce, ma anche allo stesso Stato”. E chi dovrebbe controllare, secondo il sindacalista, lo fa poco e male. Regione, Provincia e Comuni, tutti sul banco degli imputati. “Hanno l'obbligo di vigilare su quanto disposto dalle vigenti normative regionali, affinché le prescrizioni, fondamentali sia in fase di prevenzione sia in fase di lotta attiva, siano rispettate, ma, tutto questo – conclude Capoccia -, puntualmente, viene disatteso”.

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