Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Stop alle liste d'attesa: arrivano a Lecce due nuove risonanze magnetiche

Due macchine di ultima generazione in funzione da settembre nel reparto di neuroradiologia del "Vito Fazzi" e nell'oncologico "Giovanni Paolo II". Consentiranno un ulteriore studio morfologico e l'esame del segmento cardiaco

LECCE - Nuove risonanze magnetiche nelle strutture ospedaliere leccesi per dire stop alle liste d'attesa: l’apposita commissione nominata dalla Asl di Lecce per l’aggiudicazione dell’appalto di due risonanze magnetiche di ultima generazione ha assegnato la gara all’azienda Philips. Le due macchine, in servizio una nell’ospedale oncologico Giovanni Paolo II e l’altra nel reparto di neuroradiologia del Vito Fazzi, entreranno in funzione entro fine settembre.

"Esse consentiranno – spiega Fernando Lupo, primario di neuroradiologia al Vito Fazzi – lo studio della dinamica ematica delle perfusioni, che consentono un ulteriore studio morfologico funzionale e l’esame del segmento cardiaco per lo studio del cuore".

Il primario interviene poi sulla questione dei tempi d’attesa per alcune prestazioni. Dopo la polemica scoppiata in seguito alle parole di Piero Quarta Colosso, proprietario dell’omonimo studio radiologico, secondo cui le liste d’attesa nella Asl di Lecce si sarebbero ridotte solo perché sempre più cittadini preferiscono rivolgersi al privato, il dottor Lupo spiega che il problema può essere superato agendo su due diversi fronti.

Da un lato, è necessario intervenire sulle prescrizioni dei medici di medicina generale: "Il medico di base - spiega Lupo - non può prescrivere un esame senza indicare una spiegazione clinica insieme al sospetto diagnostico". Discorso diverso, invece, per le neoplasie: in questo caso le liste sono differenti e i tempi d’attesa superano raramente i 20 giorni.

Dall’altro lato, devono essere istituiti controlli di qualità previsti dalla legge. "Spesso - sottolinea Lupo - «siamo costretti a ripetere esami perché scadenti ai fini diagnostici". Sarà una commissione ad hoc ad esprimere giudizi sulla qualità dell’esame effettuato e sul rispetto dei percorsi e dei protocolli diagnostici. Solo così, spiega il primario di neuroradiologia, si ridurrà la spesa sanitaria e si arriverà a una spesa più oculata e rispondente alle esigenze cliniche.

Infine, Lupo precisa che i costi per prestazioni fuori da liste d’attesa sono stati ormai equiparati a quelli del settore privato: 80 euro per una Tac cranica e per il tratto spinale-lombare e 100 euro per la risonanza magnetica all’encefalo.             

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