Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Persi dentro un bicchier d'acqua: storie estive di smarrimenti nel lido accanto

I centri e le marine del Salento sono piccoli, ma chi viene da fuori spesso si perde. E si aprono affannose ricerche che coinvolgono anche le forze dell'ordine. Dal 13enne tuffatosi in un tratto e riemerso in un altro stabilimento, al 34enne che bussa alla guardia costiera: "Non trovo più casa"

LECCE – Il Salento è grande, ma i centri sono piccoli, a volte minuscoli. Eppure ogni estate accade che più di qualcuno si perda. Per un motivo o per l'altro. Le notizie tragiche vengono sempre a galla nelle cronache, per ovvie ragioni, mentre le tante storie a lieto fine quasi sempre restano nell'anominato. Eppure, fin quando la faccenda non si risolve, generano forti timori. A volte si creano estesi gruppi di ricerca e alcuni fatti richiedono l'intervento delle forze dell'ordine. E in qualche caso hanno anche un lato surreale. 

Questa è di oggi. Con una famiglia di turisti in vacanza in preda all’ansia, le ricerche estese per mare e per terra, il timore che potesse essere accaduto il peggio, e alla fine il ritrovamento: lo scomparso era in un lido vicino. Giusto qualche centinaio di metri più in là. A 13 anni è facile smarrire il senso del tempo che scorre, quando si è immersi nello svago delle vacanze estive e attirati dalle mille bellezze del creato, particolarmente ispirato quando ha baciato questo spicchio di terra del Sud.

Le mille sfumature di mare blu del Salento, il sole che sembra immergervisi lentamente a ogni scoccar di lancetta, le rocce a strapiombo interrotte da interminabili lingue di sabbia, e magari qualche bella signorina in bikini.

Il giovanotto ha spiegato di aver perso l’orientamento, ma magari era in qualche altra faccenda affancendato ed ha voluto tenere il segreto per sé. Chissà. Tutto è bene quel che finisce bene, ma i genitori hanno passato quello che si suol dire un brutto quarto d’ora. Anzi, molto più del motto d’uso comune, perché dalla presa di coscienza che qualcosa (anzi, qualcuno) non tornasse, passando dalla segnalazione alle autorità, e fino al sospiro di sollievo finale, sono passate almeno un paio d’ore.

Tutto è avvenuto fra le marine di Salve di Posto Vecchio e Pescoluse. Il ragazzo si era immerso in mare, ma dopo il tuffo non è più riemerso. E con lo scorrere del tempo la situazione s’è fatta spinosa. I genitori si sono allarmati, nessuno in spiaggia sembrava l’avesse visto ed è facile immaginare come siano passate per la testa idee nere.

Sono state interessate le forze dell’ordine e così si sono messi alla ricerca, più o meno dalle 17 di oggi, carabinieri dipendenti dalla compagnia di Tricase per terra e guardia costiera leucana per mare. Sul posto si è affacciata anche una volante del commissariato di polizia di Taurisano e hanno coadiuvato pure i volontari della protezione civile. Ma alla fine, il 13enne si era semplicemente tuffato da un lato ed era riemerso dall’altro.

Strano ma vero? C’è persino qualche adulto capace di perdersi in un bicchier d’acqua. Una curiosa storia che risale a circa un paio di settimane addietro e che arriva da Torre San Giovanni. Qualche chilometro più in là. Intorno alle 8,30 del mattino, nell’ufficio locale marittimo di corso Annibale, si è presentato un 34enne d’origine calabrese, che però vive per lavoro nel nord Italia.

“Scusate, mi sono perso”. Ebbene sì. L’hanno guardato un po’ straniti, perché se è vero, come cantava la buonanima di Lucio Dalla, che “nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino”, figurarsi nella marina di Ugento (dove però negli anni non sono mancati i bambini smarriti e poi ritrovati). Ha così raccontato di essere giunto solo la sera prima con la sorella e di essere uscito la mattina presto per fare un po’ di footing. E corri e scappa verso località Pazze, lungo la litoranea gallipolina, al ritorno gli è parso tutto uguale. Non trovava più la via di casa. E, in tenuta ginnica, non aveva nemmeno con sé il cellulare.

Ha iniziato a girovagare per un po’, poi ha visto la caserma e alla fine ha deciso di infilarsi dentro. Per fortuna ricordava a memoria il numero della sorella. Così, hanno telefonato e l’hanno convocata. “Ma lei – hanno chiesto i militari – conosce quest’uomo?” A memoria, nessuno in anni di carriera ricordava un caso simile. I due se ne sono poi ritornati a casa. Ora probabilmente l'uomo porterà con sé sempre una mappa.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Persi dentro un bicchier d'acqua: storie estive di smarrimenti nel lido accanto

LeccePrima è in caricamento