Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Regionale 8, dal Tar una spinta al rilancio del cantiere per la strada da 60 milioni di euro

I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso di una società proprietaria di alcuni terreni interessati dal nuovo tracciato. Il contenzioso era stato avviato nel 2012 e i lavori, partiti dopo molti anni di attesa, sono stati più volte interrotti

LECCE – Strada nuovamente spianata per l’allargamento e l’ampliamento della Regionale 8. Anche se parlare di via libera definitivo è prematuro, essendoci infatti almeno in teoria un secondo e ultimo grado di giudizio presso il Consiglio di Stato. Intanto però c'è da prendere atto che dal Tar di Lecce è arrivato il riconoscimento della legittimità del procedimento seguito dalla Regione Puglia: i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato nel 2012 da una società proprietaria di alcuni terreni, tra Lecce, Vernole e Lizzanello, interessati dal tracciato della strada.

Per il Tar l’ente appaltante ha concesso ai titolari dei terreni la possibilità di partecipare all’approvazione del progetto, ha rispettato tutte le previsioni di legge sulle caratteristiche tecniche del tracciato nonché la normativa sul paesaggio e l’ambiente in virtù della quale sono state richieste e ottenute tutte le autorizzazioni necessarie. Il cantiere, quindi, che è stato avviato ed è stato fermato più volte, innescando così anche una vertenza occupazionale che ha coinvolto decine di operai sospesi tra ricorsi e cassa integrazione, può dunque ripartire.

Così come per la strada statale 275 – tra Maglie e il Capo di Leuca – anche la vicenda legata alla Regionale 8 è scandita dal contenzioso amministrativo nell’ambito del quale il Tar di Lecce ha segnato un punto decisamente a favore della prosecuzione del cantiere. I giudici hanno accolto le tesi difensive del Consorzio cooperative costruzioni, rappresentato dall’avvocato Pier Luigi Portaluri.

La strada in questione collegherà Lecce, dalla tangenziale Est fino al tracciato attuale tra Vernole e Melendugno e dunque alle marine di quest’ultimo comune. Il costo finale dell'opera è previsto in circa 60 milioni di euro e alla sua realizzazione si sono opposti non solo singoli proprietari espropriandi ma anche associazioni di categoria come Coldiretti, che ha proposto un ricorso ad adiuvandum per fermare quella che è stata definita una infrastruttura inutile - ritenendo sufficiente quella esistente - e contraria allo sviluppo sostenibile di quella parte di territorio salentino nel quale molti imprenditori agricoli hanno puntato.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Regionale 8, dal Tar una spinta al rilancio del cantiere per la strada da 60 milioni di euro

LeccePrima è in caricamento