Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Strage di Andrano: non si escludono le responsabilità

La donna, originaria di Copertino, che avrebbe causato la tragedia, è stata sottoposta ad alcuni accertamenti psico-fisici. Dagli esiti dei test tossicologici, la donna avrebbe fatto uso di sostanze

La Opel Zafira che avrebbe invaso la corsia sul rettitlio Andrano-Depressa

Sono stati effettuati gli accertamenti a cui è stata sottoposta la donna di 32 anni originaria di Copertino, che alla guida della sua Opel Zafira, sulla Andrano-Depressa, avrebbe invaso la corsia opposta andando a sbattere contro una Fiat 500, provocando la morte di quattro donne, di Marittima, frazione di Diso, imparentate tra loro (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=6853). I carabinieri, hanno ritirato la patente della donna, sottoponendole tra ieri pomeriggio e questa mattina ad alcuni esami per appurare le condizioni psico-fisiche della 32enne, al volante, con affianco il figlioletto di appena tre anni. Si vuole accertare se effettivamente l'automobilista abbia realmente sbandato più volte prima di invadere la corsia opposta e se quel zig-zag sia stato causato da condizioni fisiche "alterate".

E' un passaggio importante, perchè se gli esami, i cui esiti sono attesi nel pomeriggio, dovessero accertare tale ipotesi, la condizione della madre 32enne si aggraverebbe e non poco. La Procura, per prassi, ha aperto un fascicolo. Si tratta di un atto dovuto, con l'ipotesi di omicidio colposo plurimo che pende sulla donna. L'incidente, avvenuto nella mattinata di ieri, intorno alle 10 e 30, ha provocato una strage: tre sorelle, Amalia, Maria e Daniela Tronci, rispettivamente di 77, 71 ed 80 anni ed una cognata delle tre, Michela Nuzzo, di 62, sono morte sul colpo, mentre ritornavano a casa. Nella piccola frazione di Marittima, è stato proclamato il lutto cittadino.

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"C'è qualcosa che non quadra". E' il lapidario commento che arriva dagli investigatori subito dopo la lettura degli esami tossicologici a cui la donna, 32enne di Diso, è stata sottoposta all'indomani del luttuoso incidente stradale in cui hanno perso la vita quattro persone. Sui referti sarebbero state annotate tracce di sostanze stupefacenti, hashish o marijuana, droghe cosiddette "leggere" che la donna avrebbe assunto in un arco temporale che non sforerebbe le 24 ore antecedenti alla strage. La donna che si trovava alla guida di una Opel Zafira, insieme al figlioletto di tre anni, è ora ricoverata all'ospedale di Nardò, a scopo precauzionale e i carabinieri confidano di interrogarla, già nelle prossime ore per avere un quadro più chiaro sull'intera vicenda. Ulteriori accertamenti dovranno ora appurare l'orario in cui la donna, sposata e nella vita di tutti i giorni, casalinga e senza alcun guaio con la giustizia, avrebbe assunto sostanze stupefacenti. La sera precedente o la mattina dopo, a ridosso della tragedia? Intanto un testimone, interrogato dai carabinieri, avrebbe confermato di aver visto la donna procedere a zig-zag per le strade del centro abitato di Andrano, prima di uscire dal paese e imboccare la provinciale. Per ora si tratta solo di indizi che non hanno trovato i necessari riscontri per costruire un impianto d'accusa, motivato da prove. Unica certezza, al momento: l'apertura di un procedimento da parte della Procura nei confronti della donna per omicidio colposo plurimo. Si tratta di un atto dovuto in attesa di ulteriori riscontri.

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