Cronaca Via Alessandria

Strappa la collana d'oro ferendo la madre, poi evade e la minaccia

Una giovane tossicodipendente in cura al Sert condotta in carcere. Prima ha rapinato la madre, in via Alessandria, poi, rintracciata dai poliziotti chiamati dalla donna, ancora spaventata, è fuggita dai domiciliari e si è ripresentata per vendicarsi della denuncia

LECCE – Rapina la madre, viene posta ai domiciliari ed evade per vendicarsi contro di lei che l’aveva denunciata poco prima, minacciandola. Alla fine, la conducono in carcere. La vittima è una donna leccese di 63 anni, che s’è vista piombare la giovane in casa, nella tarda serata, per venire poi graffiata al collo nel violento strappo per sottrarle una collana d’oro. La malcapitata ha così chiamato il 113 e una volante di polizia s’è diretta sul posto, in via Alessandria.

Gli agenti hanno ascoltato la testimonianza della donna che li attendeva sull’uscio del condominio, ancora sotto choc. Ha raccontato così di aver aperto la porta di casa alla propria figlia, tossicodipendente, al momento in cura al Sert di Lecce. E che questa le ha avanzato per l’ennesima volta richiesta di soldi. Al rifiuto, sempre stando alla narrazione della 63enne, la figlia si sarebbe adirata a tal punto da capovolgere alcuni vasi di piante, versando la terra sul pianerottolo, per poi strapparle una collana d’oro del valore di circa mille e 800 euro.

Lasciando che la donna fosse sottoposta a delle cure mediche dai sanitari del 118 per via delle escoriazioni al collo, i poliziotti si sono posti alla ricerca della ragazza, partendo dal luogo in cui più probabilmente si era recata: il suo appartamento. L'immobile dista circa 50 metri dall’abitazione della madre.

L’appartamento si è presentato con l’inferriata della porta d’ingresso spalancata e la chiave nella serratura. Sentiti alcuni rumori e tenuto conto della personalità della ragazza e del fatto che vive con un figlio minorenne, hanno preferito aggirare l'ostacolo attraverso la finestra della cucina senza arrecare alcun danno alla struttura.

L’hanno così rintracciata mentre cercava di nascondersi nella stanza da letto. Al termine degli accertamenti è stata riportata in casa, sottoposta ai domiciliari con l’accusa di rapina. Ma dopo circa un quarto d’ora, sul 113 è giunta una nuova telefonata della donna: chiedeva aiuto in quanto la figlia, ancora più arrabbiata di prima, era tornata da lei minacciandola. All’arrivo la volante ha trovata la ragazza in casa della madre e  dopo averla denunciata per evasione, è stata trasferita in carcere. 

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