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Cronaca

Lo studente arrestato per droga: “Un brutto vizio dal quale vorrei liberarmi”

Revocati i domiciliari al 23enne leccese finito nei guai quattro giorni fa. La giudice gli ha imposto l’obbligo di presentarsi dai carabinieri per due volte al giorno

LECCE - Potrà uscire di casa, ma per due volte al giorno avrà l’obbligo di presentarsi ai carabinieri: è questa l’imposizione della giudice del tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano al 23enne leccese finito ai domiciliari quattro giorni fa, quando i militari in borghese, dopo averlo sorpreso per strada a fumare uno spinello, sono entrati nel suo appartamento trovando circa 380 grammi di marijuana e altri 97 di hashish, un bilancino di precisione e quasi 3mila euro, suddivisi in banconote da 20 e 50 euro, ritenuti frutto dell'attività di spaccio.

La decisione è stata presa ieri, all’esito dell’interrogatorio di convalida che si è svolto alla presenza dell’avvocato difensore Raffaele Di Staso.

Nel confronto, l’arrestato ha negato di essere un pusher, cercando di dimostrare che fosse un bravo ragazzo, diligente negli studi e impegnato anche a dare una mano nell’attività artigianale della madre, ma con il vizio del fumo, del quale si è dichiarato pentito e dal quale vorrebbe liberarsi. Stando alla sua versione, i soldi custoditi nel borsello erano in parte risparmi accumulati nel tempo, in parte l’insieme delle somme versate dagli amici affinché acquistasse droga anche per loro.

Il racconto non ha convinto la gip per una serie di ragioni, come le tracce di sostanza stupefacente rinvenute sul bilancino e la disponibilità di tutto quel denaro, ma considerato lo stato di incensuratezza e la giovane età dell’indagato, è stata concessa una misura meno restrittiva dei domiciliari.

“Nulla toglie che sia uno studente brillante e promettente, ma la sua aspirazione artistica allo stato risulta inquinata dall’inserimento nel mercato della droga, di cui fa uso e che cede a terzi ragionevolmente anche per autofinanziarsi. Ne consegue che le sue capacità artistiche e intellettuali, al momento, non sono servite a costruire una personalità fondata su valori etici di legalità”: ha osservato la giudice nell’ordinanza.

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