Cronaca

Studium 2000, "no" dalla Procura a nuovi accertamenti

Non ci saranno altri scavi e altre analisi nell'ambito dell'inchiesta che riguarda il cantiere del complesso universitario. Li avevano richiesti i legali di Semeraro. L'indagine per inquinamento

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LECCE - Non ci saranno altri scavi e altre analisi nell'ambito dell'inchiesta che riguarda il cantiere del complesso universitario "Studium 2000", già sottoposto a sequestro preventivo lo scorso 25 maggio dai carabinieri del Noe di Lecce poiché potrebbe essere inquinato da sostanze nocive per la salute, e poi dissequestrato, fatta eccezione per una piccola parte, all'inizio di luglio.

E' questo l'esito del vertice che si è tenuto in mattinata in Procura, e a cui hanno partecipato, oltre i consulenti delle parti, il procuratore aggiunto Ennio Cillo, titolare del procedimento; l'avvocato Andrea Sambati, difensore dell'unico indagato, Giovanni Semeraro; e i legali delle parti offese (l'Università del Salento e alcuni residenti della zona), gli avvocati Giuseppe Bonsegna e Angelo Galante. Non è necessario, dunque, eseguire altri prelievi poiché è già possibile, con quelli attuali, stabilire la datazione dello sversamento e la composizione degli idrocarburi, in cui vi sarebbero tracce di benzina senza piombo.

Nelle prossime settimane i consulenti nominati dalla Procura, il chimico Mauro Sanna e il geologo Bruno Grego, depositeranno le relazioni e gli esiti delle analisi. Lunedì scorso, invece, l'Arpa ha depositato i risultati delle analisi svolte.

L'ipotesi di reato alla base delle indagini è che la causa della contaminazione del suolo potrebbe essere in qualche modo collegata al fatto che il terreno è adiacente all'ex deposito di proprietà della "Rg Semeraro", già dismesso nel 1996. Un'ipotesi che ha portato all'iscrizione dell'imprenditore Giovanni Semeraro nel registro degli indagati.


Era stato il legale di Semeraro, l'avvocato Andrea Sambati, a chiedere che venissero svolti nuovi accertamenti tecnici dopo quelli che hanno interessato l'area nei mesi scorsi. L'avvocato Bonsegna, invece, aveva chiesto che gli scavi e i prelievi fossero estesi anche alla stazione di servizio che si trova nei pressi dell'ex deposito, chiusa nel 2005. Ipotesi che non hanno trovato riscontro da parte del procuratore Cillo.

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