Stupro in un vicolo della piazza, chiesta l’archiviazione, ma la 15enne si oppone

Starà al gip del tribunale per i minorenni decidere le sorti del procedimento per violenza sessuale avviato in seguito alla denuncia sporta dalla madre della presunta vittima. L'accusato si è sempre proclamato innocente

LECCE - Per il pm non ci sono elementi sufficienti a sostenere che violentò l’amica (oggi 15enne) in un vicolo nei pressi di piazzetta Santa Chiara, a Lecce, la sera del 26 ottobre 2019. Ma la famiglia della ragazza prosegue la sua battaglia giudiziaria, opponendosi alla richiesta di archiviazione (attraverso l’avvocato Fabio Corvino).

Starà quindi al gip del tribunale per i minorenni Addolorata Colluto decidere le sorti del procedimento per violenza sessuale avviato in seguito alla denuncia sporta dalla madre della presunta vittima, all’esito dell’udienza che si terrà in camera di consiglio il 9 luglio.

Secondo l’accusa, la 14enne, dopo le effusioni iniziali alle quali non si sarebbe sottratta, non avrebbe voluto proseguire nel rapporto sessuale, ma il giovane, un 16enne della provincia di Lecce, non le avrebbe dato ascolto.

Opposta la versione resa da quest’ultimo che dopo aver scoperto della denuncia che lo riguardava chiese e ottenne un interrogatorio negli uffici della Questura. Qui, accompagnato dal suo avvocato di fiducia Massimo Bellini, negò ogni addebito: “Ci frequentavamo e il rapporto è stato consenziente”. Insomma, secondo il suo racconto, dalla conoscenza su un social era nata una relazione; e quel sabato sera, i due si erano dati appuntamento nel centro della città e si erano appartati dal resto degli amici per vivere alcuni momenti di intimità.

Oltre all’indagato, sono stati ascoltati numerosi testimoni e al termine delle indagini il pubblico ministero Anna Carbonara, titolare del fascicolo, aveva chiesto l’archiviazione, divenuta poi oggetto di un nuovo braccio di ferro tra le parti.

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