Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

"Sub in difficoltà". Le motovedette lo cercano in mare, ma lui era a casa

Guardia costiera, protezione civile di Lecce, ma anche alcuni privati pronti a dar manforte alle ricerche, dopo alcune attrezzature trovate in spiaggia. Si temeva il peggio, ma il proprietario non aveva avvisato di averle perdute

La sede della guarda costiera di San Cataldo, nel vecchio faro.

 

SAN CATALDO – Per oltre quattro ore s’è temuto il peggio e fra guardia costiera dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto, con i propri mezzi provenienti anche da San Foca, protezione civile di Lecce e privati che già si stavano organizzando per dar manforte, il dispiegamento è stato a dir poco imponente. Tutto, per cercare un (inesistente) sub in difficoltà.

L’allarme è partito intorno alle 13,20, quando, sulla spiaggia di Lido York, marina di San Cataldo, alcuni bagnanti hanno trovato un pallone da sub con la bandierina spezzata e un retino con pesci ancora freschi. La corrente, oggi, era particolarmente forte e subito è scattata la segnalazione alle autorità marittime, nel timore che al largo, in qualche punto imprecisato della costa, fra le marine di Lecce, potesse esservi qualcuno in difficoltà, se non, addirittura, la vittima di un malore. Già troppi sono stati i lutti, nell’estate che ormai volge al termine, per sottovalutare la situazione.

I militari dell’ufficio circondariale marittimo hanno subito verificato se vi fossero denunce di scomparsa, ed è stata anche avvisata la questura. In realtà non ve n’erano, ma questo non significava che non potesse comunque esservi un sub in ambasce in mezzo al mare, di cui i parenti fossero all’oscuro, considerando vari elementi, a partire proprio dal pescato ancora fresco, che lasciava presagire un fatto accaduto di recente.   

La prima motovedetta a solcare lo specchio d’acqua è stata la Cp 721 della delegazione di San Foca, seguita poi dalla Cp 809 di Otranto e dal battello della protezione civile di Lecce. Guardia costiera e personale volontario hanno perlustrato per ore e ore tutta l’area da nord a sud di San Cataldo e anche oltre, fino a Torre Specchia, sfidando le correnti, particolarmente forti in direzione settentrionale.

Tutto inutile, del sub nessuna traccia. Almeno fino alle 17,20, quando una telefonata all’ufficio locale marittimo di San Cataldo ha messo una pietra sulla questione: era il proprietario dell’attrezzatura da sub, un 35enne leccese. A distanza di ore, è stato colto dal dubbio che qualcuno, trovando magari pallone e pesci in spiaggia, potesse chiamare i soccorsi. Ha rassicurato tutti sul fatto di aver perso attrezzatura e pescato proprio a causa della corrente, all’incirca all’altezza del lido Stella del Sud (quindi, a diverse centinaia di metri di distanza rispetto al punto del ritrovamento), e di essere stato quindi costretto a fare rientro, ma comunque incolume. Una storia che vale da monito per tutti: in casi del genere, conviene avvisare subito la capitaneria di porto. Si risparmiano energie e risorse, utili magari per attività più concrete.       

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