Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Otranto

Successo d'esportazione: Salento conquista il Folkest

Con l'esibizione dei Tamburellisti di Otranto, il Salento fa capolinea nel prestigioso Folkest, il festival internazionale della musica popolare: un successo basato sulle tradizioni e le radici

OTRANTO - Un successo d'esportazione. Il Salento conquista il Friuli, coi ritmi tarantati dei Tamburellisti di Otranto, che portano in alto, e non solo logisticamente, i colori di questa terra. Il Folkest, festival internazionale dedicato alla musica di tutte le etnie e le culture del mondo, che si tiene nei comuni del Friuli-Venezia Giulia e in alcuni del Veneto, della Carinzia, della Slovenia e dell'Istria, nel mese di luglio di ogni anno, è un appuntamento di promozione della musica popolare di straordinaria entità.

Nasce nel 1979, ma dal 1984 prende definitivamente l'attuale nome, con l'idea di riscoprire il piacere dell'ascolto musicale quale fenomeno collettivo, come momento di festa. È stato il primo folk festival in Italia ad invitare i gruppi musicali rappresentanti dell'Est Europa e ha visto alternarsi sul palco di Splimbergo, sede dell'evento, artisti del calibro di Fabrizio De André, Angelo Branduardi, Avion Travel, Francesco De Gregori, Massimo Bubola, Sergio Cammariere, Elisa, Bob Dylan, Noa, Mark Knopfler, Hevia, Joe Cocker, Joan Baez, Jarabe de Palo, Goran Bregovic, gli Inti Illimani.

I Tamburellisti di Otranto sono stati il primo gruppo salentino a calcare il prestigioso palco del Folkest, esibendosi prima dei maestri dell'armonica finlandesi Sväng: nel teatro Miotto, i talentuosi bambini hanno rappresentato in maniera suggestiva i colori, i sapori, le storie del Salento, raccontando ogni aspetto della terra da cui provengono, attraverso il contagio benefico del suono ritmato dai loro tamburelli. È il primo gruppo di giovani percussionisti nel panorama italiano, dentro un progetto disegnato dal maestro Massimo Panarese, che si connota per la valenza sociale ed educativa, sino a quello più artistico di recupero dell'antica tradizione musicale, legata alle radici.


Il gruppo salentino ha proposto uno spettacolo inedito con mezza dozzina di pezzi assieme ad un organico strumentale di tre chitarre (con due cantanti fra questi), violino e tastiera, in cui hanno preso forma i ritmi, la spensieratezza, l'energia della taranta, che fa riemergere la cultura di un popolo e che narra del profondo Sud e delle sue caratteristiche primordiali. Ed è con questa miscela vincente che i giovani pizzicati hanno saputo conquistare il Friuli e destare le attenzioni della platea, rimasta sorpresa dalla singolarità del progetto e dalla vivacità degli interpreti.

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