Viola gli obblighi: le telefonate alla madre a Como gli costano l'arresto

In carcere finisce un 37enne di Parabita. Aveva ricevuto il divieto totale di avvicinarsi o contattare in alcun modo la vittima

PARABITA – Finire in una cella del carcere per aver contattato la madre per telefono che si trova distante migliaia di chilometri. Può succedere, se vi sia un divieto talmente restrittivo, a causa di precedenti vicende di atti persecutori, da includere non solo il classico divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, ma anche quello di non avere, appunto, alcun contatto usando altri mezzi. Telefono in primis.

LEOPIZZI CARLO-2Avvicinarsi alla madre, per Carlo Leopizzi, 37enne di Parabita, era oggettivamente difficile, stando lei in provincia di Como. Ed ecco, allora, le telefonate, che gli sono però costate molto care. E’ scattata una denuncia, infatti, per la violazione, che si sarebbe consumata il 20 settembre scorso, la è confluita davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Como.

Quest’ultimo ha quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, spedita a Parabita, perché fosse eseguita dai carabinieri della stazione locale. E così è stato: i militari, nelle scorse ore, hanno rintracciato Leopizzi, conducendolo in carcere.

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