Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Via Appia Antica

Fuoco nel garage di un'abitazione, nel 2010 colpi di kalashnikov

Tre intossicati per il fumo. Il rogo ha distrutto masserizie e un motocarro Ape usato per vendere la frutta. Le cause sono incerte, ma c'è un particolare precedente che induce i carabinieri a indagare più a fondo

SURBO – Notte di paura, a Surbo, per un garage che ha preso fuoco all’improvviso. E, anche se tecnicamente le cause sono incerte, i carabinieri della stazione locale e della compagnia di Lecce vogliono vederci chiaro: lì, infatti, abita Simone Mangialardo, 27enne, già noto alle forze dell’ordine, e su quella stessa abitazione, forse indirizzati proprio a lui, nel 2010 furono esplosi colpi di kalashnikov.

La notte scorsa, invece, è andato distrutto il box e le fiamme hanno arso quanto vi era all’interno, fra cui un motocarro Ape. Non solo. Il fumo ha provocato danni anche a parte dell’abitazione (è un unico stabile a pian terreno con due ingressi), invadendo gli ambienti e provocando intossicazioni a tre dei residenti, condotti per accertamenti in ospedale dal 118. Lì abitano cui padre e madre, lo stesso Mangialardi e un fratello minore, colti nel sonno dal rogo e che hanno potuto fare ben poco per salvare quanto si trovava nella parte interessata.  

L’episodio è avvenuto poco prima delle 3 di notte in via Appia Antica, una strada periferica di Surbo, che corre parallela alla più centrale via Lecce. Poche abitazioni circondate da campagne, soprattutto villette sparse, fra cui proprio quello stabile circondato da muretti e terreni incolti. E’ in questo contesto che s’è scatenato l’incendio, domato dai vigili del fuoco del comando di Lecce, che sono arrivati sul posto in pochi minuti. Una zona talmente slegata dalla cittadina, nonostante sia a poche centinaia di metri dal centro, che diversi residenti nel vicinato non si sono accorti di nulla. 

Dentro il garage, che era chiuso con una saracinesca, c’erano masserizie, alcune bombole, soprattutto il motocarro usato dal padrone di casa, un fruttivendolo, per vendere la merce. Il locale, al momento, non è agibile. E' stato sigillato con nastro bianco e rosso.

L’episodio resta per ora di origine sconosciuta, ma inquietante è il precedente di poco meno di sei anni addietro. Nella notte fra il 25 e il 26 settembre, infatti, ignoti esplosero una decina di colpi di kalashnikov verso la porta d’ingresso di quell’abitazione. Gli attentatori si avvicinarono con un'automobile, ma le indagini non hanno mai condotto alla loro identificazione. 

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