Soldi falsi davanti ai market e rapina, incastrato il truffatore seriale

A un 34enne di Surbo, già agli arresti dopo un caso al Mongolfiera, contestati altri episodi davanti ai Lidl di via Taranto e viale della Libertà

Il Lidl di viale della Libertà, dove la truffa si è trasformata in rapina.

SURBO – Spendita di moneta falsa, truffa e rapina. Sono i reati contestati a Giuseppe Maggio, 34enne, nato a San Pietro Vernotico e residente a Surbo, dopo indagini svolte dai poliziotti delle volanti. E che si vanno a sommare a quanto già contestato il 19 gennaio scorso dai carabinieri della stazione di Surbo, che nell’occasione l’avevano arrestato in flagranza, dopo quello che – si sarebbe scoperto in seguito – era stato solo l’ennesimo episodio di una lunga serie.

Maggio, già in prova ai servizi sociali, quel giorno era stato bloccato nel parcheggio del centro commerciale Mongolfiera. Si era fatto cambiare tre banconote da 20 euro, tutte false, con altre vere, da una donna 62enne, che poco dopo, però, si era accorta di avere in mano carta straccia. Aveva così subito sporto denuncia, attivando i militari, che avevano rintracciato il 34ene in casa. Durante una perquisizione, erano spuntate altre tre banconote fasulle da 20 euro. Ed era arrivato l’arresto.

Il primo caso alla fine di dicembre

Prima di quell’episodio, però, a quanto sembra, il 34enne di Surbo si era già reso protagonista di altri casi, più o meno simili nella dinamica. Il primo dei quali risale alla fine del 2018. Nel pomeriggio del 28 dicembre, infatti, si era presentato in questura un cittadino per denunciare che, poco prima, nel parcheggio di uno dei supermercati Lidl di Lecce, in questo caso quello di via Taranto, era avvicinato da un uomo. Carnagione chiara, occhi scuri,  apparente età di 35-40 anni, era a bordo di un’auto. E da qui, senza mai scendere, aveva chiesto la cortesia di cambiare una banconota da 20 euro con due da 10.

Dopo lo scambio delle banconote, lo sconosciuto si era subito allontanato. E solo pochi istanti dopo, il malcapitato si era accorto che la banconota ricevuta era falsa. L’unica cosa da fare, a quel punto, rivolgersi alla polizia. Comunicando targa e modello dell’auto.

Più episodi al Lidl di via Taranto

Il secondo caso risale al pomeriggio del 9 gennaio. Una volante si era recata ancora una volta al Lidl di via Taranto per un’altra segnalazione di un soggetto che aveva appena ceduto una  banconota falsa. Il personale del supermercato aveva riferito, in quella circostanza, che l’uomo si era già allontanato, spiegando anche che, con una certa frequenza, si erano presentati negli ultimi tempi vari clienti, sostenendo di aver ricevuto banconote false da una persona che usava sostare con l’autovettura nei parcheggi.

Tutto confermato quel da un uomo che, sentendo il discorso, si era avvicinato per spiegare che poco prima, mentre si stava recando verso l’entrata del supermercato, era stato avvicinato da un individuo, a bordo di un’utilitaria grigia, italiano, dell’apparente età di 30 anni circa, che gli aveva chiesto di cambiare una banconota da 20 euro per due da 10. Ma, una volta enrato nel Lide per fare la spesa, una delle commesse si era accorta che si soldi erano palesemente falsi.

La rapina al Lidl di viale della Libertà

E non è tutto. La vicenda peggiore risale al tardo pomeriggio del 14 gennaio scorso. Sempre davanti a supermercato Lidl, ma questa volta in viale della Libertà. Maggio aveva cambiato zona, probabilmente perché consapevole che sarebbe stato troppo rischioso sostare ancora in via Taranto, avendo ormai truffato fin troppi clienti di quel discount. Ma in viale della Libertà era avvenuto un fatto particolare, una vera e propria rapina.

La vittima, un uomo, alla polizia aveva raccontato di essere stata avvicinata da un individuo a bordo di un veicolo, il quale, senza scendere, aveva messo in scena il solito teatrino, chiedendo di cambiare 20 euro. Era però successo qualcosa di diverso, rispetto agli altri casi ormai già noti alla polizia: il malcapitato aveva preso il portafogli dalla tasca e si stava accingendo a cercare le banconote, quando quell’uomo, sempre dall’interno dell’abitacolo, aveva allungato la mano, strappandogli letteralmente  il borsello e ripartendo di scatto. D’istinto, il derubato si era afferrato allo sportello, nel tentativo di impedire la fuga, finendo per essere trascinato per qualche metro, per poi mollare la presa e cadere per terra, procurandosi escoriazioni sulle mani.

L'arresto e le ulteriori contestazioni

MAGGIO GIUSEPPE - Copia-3Ormai era chiaro a quel punto come tutti gli episodi fossero da attribuirsi sempre alla solita persona. Ma gli accertamenti hanno escluso che potesse trattarsi del proprietario del veicolo, per divergenze nell’età e nella descrizione fisica. In sostanza, si è poi scoperto che per le sue “escursioni”, Maggio usava l’autovettura del fratello, quest’ultimo ignaro di tutto.

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Le indagini sono andate avanti, anche tramite un riconoscimento fotografico. Le vittime, convocate in questura, hanno riconosciuto senza ombra di dubbio nel 34enne il soggetto che le aveva raggirate. Nel frattempo, il 19 gennaio, cambiando ulteriormente zona, e portandosi nel già citato parcheggio del centro commerciale Mongolfiera (troppo fresca la rapina per farsi vedere ancora a Lecce), Maggio è stato bloccato in seguito alla truffa ai danni di una donna. Già arrestato quel giorno e sottoposto ai domiciliari, dunque, ora risulta ulteriormente indagato per tutti gli episodi precedenti. E potrebbe essere richiesto un nuovo ordine di carcerazione. 

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