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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Surbo

Arrestato per spaccio, trova lavoro al nord Italia e il gip revoca i domiciliari

Un 34enne di Surbo ha riottenuto la libertà dopo istanza del suo legale. Il pubblico ministero era contrario, temendo la reiterazione del reato. Il giudice ha avuto un parere opposto, sulla scorta di vari elementi

LECCE – Era agli arresti domiciliari dal 14 aprile scorso, dopo un breve passaggio dal carcere di Borgo San Nicola. Mirko Indino, infatti, un 34enne di Surbo, era stato sorpreso un paio giorni prima dalla squadra mobile con 2 chilogrammi di marijuana. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, davanti alla giudice preliminare Laura Liguori, aveva dichiarato di aver acquistato lo stupefacente a Brindisi, da un non meglio identificato albanese. La versione era stata ritenuta poco credibile, in ogni caso la gip aveva concesso i domiciliari.

Ora, su disposizione un altro gip, Antonio Gatto, il giovane ha riconquistato la libertà. E magari, in attesa che si apra il processo, potrà rifarsi una vita altrove, dato che ha ottenuto un’offerta di lavoro come commesso in un comune al nord Italia. L’istanza è stata presentata dall’avvocato difensore di Indino, Paolo Cantelmo, e accolta dal giudice, nonostante il parere contrario del pubblico ministero Erika Masetti, secondo la quale per modalità di detenzione e quantitativo, si correrebbe il rischio di reiterazione del reato di detenzione ai fini spaccio, di cui è stato accusato.

Il giudice Gatto, invece, è stato di altro avviso. E ha revocato la misura degli arresti domiciliari sulla scorta di alcune valutazioni. In primis, l’aver Indino rispettato in tutto e per tutto le prescrizioni che gli sono state imposte nel corso della detenzione. E poi, il fatto che sia sostanzialmente incensurato, tranne che per un lontano precedente per ricettazione, che non abbia ulteriori carichi pendenti e che la destinazione in cui andrebbe a vivere per lavoro si trovi molto lontana dal luogo in cui è stato arrestato.

Il suo avvocato aveva chiesto la revoca dei domiciliari (o, in alternativa, la sostituzione con una misura meno afflittiva, come l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), sulla scorta di varie argomentazioni, partendo dal fatto che, dopo aver patteggiato, appena 18enne, per un caso di ricettazione, Indino abbia in seguito sempre svolto attività di lavoro. E poi, ha ricordato come sia stato collaborativo e rispettoso verso la polizia, dopo essere stato fermato, e che durante la convalida dell’arresto abbia manifestato consapevolezza del proprio grave errore.

Non solo. L’avvocato Cantelmo ha anche punto sul fatto che, secondo le nuove disposizioni introdotte dalla cosiddetta riforma Cartabia, qualora la pena non superasse i tre anni di reclusione (circostanza, in questo caso, più che probabile) il giudice potrebbe applicare direttamente la sanzione dei lavori socialmente utili. Alla fine, il giudice ha acconsentito e il 34enne di Surbo ha ritrovato la libertà e, ora, anche un impiego.

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