Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Sveviapol risponde all’associazione delle guardie: “Nessuna vessazione, solo falsità”

Il presidente dell'associazione nazionale aveva diffuso, a mezzo stampa, alcune denunce relative ad una presunta situazione poco rosea all'interno dell'istituto di vigilanza. La società replica: "Agiamo nel rispetto del Ccnl, questa è diffamazione gratuita"

LECCE - Buste paga sempre più leggere, a fronte di un servizio reso sempre con la massima efficienza. E’ questa la situazione che, agli inizi di agosto, il presidente dell’associazione nazionale guardie riunite d’Italia, Massimo Raffi aveva prospettato in merito al lavoro reso dalle guardie giurate impiegate presso la società Sveviapol Sud srl di Lecce. La nota stampa firmata dal presidente riportava alcune denunce relative ad una presunta situazione che sarebbe mutata in seguito all’uscita di scena del vecchio amministratore e fondatore della società di vigilanza. Da quel momento in poi, le guide societarie che si sono succedute non sarebbero state in grado di percepire e adeguarsi ad una serie di cambiamenti.

Raffi ha inanellato una serie di denunce: “L’ultima amministrazione societaria, in particolare, ha svuotato di personalità il ruolo della guardia giurata, considerata alla stregua di un numero”, scriveva il presidente aggiungendo altri elementi relativi ad una presunta “negazione dei permessi e delle ferie, a buste paghe sempre più leggere e corrisposte nell’arbitrarietà dei tempi e delle modalità, a ripetute ispezioni notturne da parte di personale incline ad interessi particolaristici”.

A quella nota stampa è seguita la secca smentita degli amministratori di Sveviapol Sud che censurano, poiché false e prive di qualsiasi fondamento, le dichiarazioni del presidente Raffi.

Le considerazioni del Raffi sono prive di fondamento e distorsive della realtà dei fatti – si legge nella smentita -. Oltre ad essere false, tali contestazioni ignorano del tutto la normativa applicabile, che discende dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) di categoria”.

In particolare “è falso che l’ultima amministrazione societaria avrebbe svuotato di personalità il ruolo della guardia giurata, attuando un percorso vessatorio”. Sveviapol non si ritiene responsabile di alcuna vessazione nei confronti dei lavoratori del settore tecnico, in quanto la società si attiene alle opzioni contemplate dal Ccnl applicabile: “Ferie e permessi sono regolarmente fruiti o monetizzati; le retribuzioni dovute sono corrisposte regolarmente e con modalità conformi al Ccnl e tutt’altro che arbitrarie, come invece dichiarato dal Raffi; ispezioni, controlli, inseguimenti e appostamenti di investigatori privati nel tempo libero delle guardie sono fatti inesistenti e, ancora una volta, totalmente falsi così come prospettati dal Raffi”.

“Il presidente evidentemente dimentica che le varie opzioni contemplate dal Ccnl in merito a diversi aspetti della gestione di un istituto di vigilanza rientrano nella piena legittimità delle scelte del datore di lavoro e che l’ordinamento consente possibili forme di verifica non tanto della prestazione lavorativa del dipendente, quanto piuttosto della correttezza di quanto dichiarato dal dipendente, ove vi siano dubbi sulla sua veridicità e/o illiceità – si legge ancora nella smentita -. Quale sia la fonte da cui il Raffi abbia tratto le informazioni false riportate nella nota riportata dalla stampa non è dato sapere. Si ricava solo che la fonte sarebbero le stesse guardie giurate: non ne viene indicato neppure il numero, a riprova della assoluta genericità e pretestuosità delle contestazioni mosse in danno di Sveviapol Sud srl”.

L’amministrazione societaria parla di una “crociata condotta in solitaria contro tutti, se si considera che,  oltre al datore, vengono accusati anche i sindacati, dotati invece di una grande rappresentatività all’interno dell’azienda e con cui le rappresentanze datoriali si confrontano costantemente”.

“Le infamanti dichiarazioni concertate del Raffi muovono da un gravissimo quanto goffo tentativo di compromettere l’esistenza di Sveviapol Sud e la sopravvivenza di duecentoventi famiglie del Salento che ne traggono sostentamento – prosegue la nota stampa - . Ed allora, o il Raffi ha ricevuto informazioni false, che non ha neppure verificato ed ha fatto proprie nella nota in questione, oppure ha scientemente confezionato le false ed inesistenti censure contro Sveviapol Sud”.

“Quale che sia il caso, la sostanza non cambia e si risolve in una condotta gratuitamente e volutamente diffamatoria e calunniosa in danno di Sveviapol Sud srl in relazione alla quale la società agirà nelle competenti sedi per la tutela dei propri diritti ed a ristoro del gravissimo danno, anche reputazionale, subito”. 

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