Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Serrata ad oltranza dei tabacchi. Braccia incrociate ogni lunedì mattina

Lecce aderisce alla mobilitazione nazionale indetta ad oltranza dalla Fit contro gli scarsi guadagni della categoria: "L'aggio sulle sigarette è basso e non ripaga delle costanti perdite dei tabaccai piegati dagli oneri gestionali. Guadagna solo governo"

LECCE – Tre ore di sciopero per contrastare il risicato aggio sul prezzo delle sigarette che ingrossa gli introiti dello Stato, monopolista dei tabacchi, rosicchiando gli utili dei rivenditori. La protesta è andata in scena anche a Lecce, come nel resto d’Italia: dalle 9 alle 12 di questa mattina moltissimi esercizi hanno tenuto le saracinesche completamente abbassate. Anche se era prevista anche la possibilità di astenersi semplicemente dalla vendita del prodotto, nel caso di attività miste.

Di sicuro, però, questo potrebbe essere il primo atto di una lunga mobilitazione che promette di ripetersi ogni lunedì. E di inasprirsi, addirittura, nel caso in cui non si pervenisse ad una soluzione a breve termine. La categoria ha proclamato, infatti, lo sciopero ad oltranza per rivendicare uno stato di sofferenza degli affari dovuto ai grossi oneri gestionali, ad un drastico calo delle vendite ed alla concorrenza illecita del mercato nero. Ma a monte di tutto vi sarebbe l’aggio sulle sigarette, la percentuale sul prezzo che rappresenta il guadagno dei tabaccai, considerato troppo basso. Addirittura il più basso d’Europa.

"Rivendichiamo un sostanziale aumento di aggio perché il nostro reddito sui tabacchi è la metà rispetto a quello che percepiscono i nostri colleghi francesi, che pure sono penultimi nella classifica della redditività dei tabaccai operanti in sistemi analoghi al nostro” è la rivendicazione diffusa a mezzo stampa, mediante una nota, dalla Federazione italiana tabaccai. ”Abbiamo cercato il dialogo, ora il tempo delle parole è scaduto. Si passa all'azione”, ha spiegato il presidente nazionale Fit, Giovanni Risso.

La mobilitazione, dunque, proseguirà “almeno finché la politica e le istituzioni competenti non avranno colmato quel vuoto normativo su cui si combatte una guerra non nostra”. “La nostra neutralità – ha aggiunto Risso-  è indubbia e storicamente accertata. Se dunque altri decidono di portare avanti una guerra di posizione, facendo scendere i prezzi delle sigarette, facciano pure. Ma non si ignori che il nostro aggio è una percentuale di quei prezzi e che, quindi, più questi scendono più il nostro aggio deve aumentare”.

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