Un intero edificio senza acqua: ancora sulla carta i contatori singoli

In via Siracusa decine di famiglie ma anche attività commerciali prive di fornitura idrica: la morosità di alcuni produce conseguenze per tutti

LECCE - Tutti conoscono da tempo la soluzione, ma il problema non è affatto risolto e anzi si ripresenta puntualmente. Da ieri un intero edificio di via Siracusa, nella zona 167 B, è privo di fornitura di acqua a causa della morosità di alcuni inquilini: il contatore a servizio di tutto il fabbricato è stato chiuso. Ci vivono circa 70 famiglie, al piano terra ci sono attività commerciali, e i disagi sono evidenti e particolarmente pesanti per bimbi e anziani. Ci si arrangia come si può. 

La questione è annosa, ma il vero punto sono i costi di installazione dei contatori singoli o intelligenti che consentono di salvaguardare la posizione di chi paga regolarmente le proprie utenze. A metà luglio del 2015 l'assessore regionale al Welafare, Salvatore Negro, fresco di nomina, aveva garantito la volontà di addivenire a una soluzione definitiva incontrando i rappresentanti dei sindacati degli inquilini e delle autogestioni, l'assessore con delega alle case popolari del Comune di Lecce, Attilio Monosi e la coordinatrice di Arca Sud (ex Iacp) Sandra Zappatore. Partendo dal principio che l'acqua non deve mancare a nessuno, disse allora Negro, si trattava di capire la ripartizione degli oneri.

Nel maggio di quest'anno, a Gallipoli è stato siglato un accordo tra Acquedotto Pugliese, Arca Sud e Comune che prevede il pagamento da parte degli inquilini - con dodici rate mensili senza interessi - per i contatori singoli, mentre laddove per ragioni tecniche non si possono suddividere le singole utenze, Aqp e Arca Sud avrebbero provveduto, ciascuno per la metà, all'installazione di contatori "intelligenti" per ogni condominio.

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Sulla vicenda leccese si è espresso il consigliere comunale del Pd, Antonio Rotundo: "È urgente fornire contatori singoli agli alloggi popolari per evitare ingiuste penalizzazioni, ma occorre anche dare attuazione immediata alla nuova legge approvata dal Parlamento "Principi per la tutela, il governo e la gestione delle acque che stabilisce il quantitativo minimo vitale che deve essere erogato gratuitamente nel limite massimo giornaliero di 50 litri a persona e prevede che l'Autorità per il servizio idrico deve definire i criteri e le modalità di individuazione dei soggetti a cui i gestori non possono sospendere l'acqua per morosità, sulla base dell'indicatore Isee".

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