Cronaca

Tanica incendiaria nel parco, fiamme nella pista

Intorno alle 8 i volontari di Legambiente hanno trovato nel Bosco d'Arneo un contenitore di metallo con benzina. Poco distante, un incendio nell'area del centro di collaudo. Indagano i carabinieri

Foto di repertorio.-156

PORTO CESAREO - Intenti a effettuare le pulizie nella zona del Bosco d'Arneo, suggestiva area protetta pochi chilometri a nord di Porto Cesareo, gli operatori volontari di Legambiente hanno trovato questa mattina una tanica di metallo, riempita per circa la metà di benzina. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Porto Cesareo che hanno proceduto al sequestro e che stanno indagando per capire se il liquido infiammabile sia stato utilizzato nelle vicinanze o meno. Sempre questa mattina, ma nella seconda parte, un incendio di medie dimensioni è divampato all'interno della zona della pista di collaudo di Nardò, distante solo qualche minuto dall'area del bosco.

Il ritrovamento, come si diceva, è stato fatto dai ragazzi di Legambiente che fanno capo al circolo di Porto Cesareo, poco dopo le 8, quando hanno visto il contenitore con uno strofinaccio avvolto attorno al manico lasciato a pochi passi da un giaciglio di brace non recente e da un copertone, probabilmente di un autocarro. Una miscela esplosiva che, con la complicità del forte vento che soffia ancora sul Salento, avrebbe potuto provocare danni enormi all'ecosistema. A quel punto il presidente del circolo, Luigi Acquaro, ha chiamato il 112.

L'ennesimo gesto intimidatorio, secondo quanto è portato a credere Maurizio Manna, il responsabile provinciale dell'associazione ambientalista. Negli ultimi tre o quattro giorni, del resto, qualcuno ha preso di mira, all'interno del parco, il prefabbricato che ospita il "Presidio della legalità" rompendo i vetri della porta con dei sassi e asportando completamente le finestre e gli infissi. Non è stato possibile stabilire una finestra temporale più precisa poiché i volontari, impegnati anche in attività al di fuori dell'area protetta, non passano tutti i giorni dal locale. Di recente, inoltre, sono stati asportati anche alcuni paletti di legno che delimitano la zona sottoposta a vincolo.


Tutti episodi insomma che, se anche non fossero legati l'uno all'altro, dimostrano quante "attenzioni" siano riservate ad un'area che gli ambientalisti per primi e poi le istituzioni hanno dovuto sottrarre all'azione di diversi gruppi di interesse che evidentemente sono stati danneggiati con l'istituzione del parco.

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