Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Tap, l'approdo e il tracciato: la magistratura indaga su acquisizioni sospette

Presunte speculazioni e interessi privati sui terreni interessati dal passaggio della condotta a terra del gasdotto Tap (sino alla stazione di decompressione. E' questo il sospetto al centro dell'indagine condotta dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce

LECCE – Presunte speculazioni e interessi privati sui terreni interessati dal passaggio della condotta a terra del gasdotto Tap (Trans adriatic pipeline) sino alla stazione di decompressione. E’ questo il sospetto al centro dell’indagine condotta dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce, sotto la guida del colonnello Francesco Mazzotta, su disposizione del pubblico ministero Antonio Negro. Sotto la lente degli inquirenti, i terreni interessati dal progetto, attraverso l'ausilio dell'Agenzia del territorio. Numerosi gli ascolti già eseguiti dai militari nell'ambito di un'inchiesta peculiare, affidata a uno degli ufficiali più esperti tra quelli in servizio. Nei mesi scorsi le fiamme gialle hanno eseguito alcune acquisizioni presso gli uffici tecnici dei Comuni interessati, Vernole e Melendugno.

Si tratta, in realtà, di un fascicolo che nasce come costola di un altro, quello aperto dopo la querela per diffamazione presentata da Massimo e Roberto De Santis nei confronti del direttore del “Tacco d’Italia” Maria Luisa Mastrogiovanni dopo la pubblicazione dell’inchiesta dal titolo “Tutti gli uomini di Tap”. Dall’acquisizione agli atti di quell’inchiesta e dall’ascolto (in due occasioni) della Mastrogiovanni si è poi sviluppata la nuova inchiesta. 

In realtà i progetti per il cosiddetto tracciato a terra sono due, il primo si snodava lungo cinque chilometri di distanza dal punto di approdo, mentre quello attuale prevede un percorso di otto chilometri da San Basilio fino al terminale di ricezione con stazione di misura e controllo. Un tratto che interessava inizialmente circa 180 proprietari di terreni che, a detta dello stesso rappresentante di Tap in Italia Giampaolo Russo (intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno lo scorso 16 ottobre), avrebbero tutti già dato la disponibilità all’esproprio. La guardia di finanza sta provvedendo all’identificazione di tutti i proprietari coinvolti, alcuni di quali sarebbero già stati sentiti. L’attenzione dei militari si sarebbe soffermata sulla figura di una misteriosa 25enne che avrebbe già acquisito molti di quei terreni.

Molti i nodi da sciogliere in un’inchiesta complessa che deve innanzitutto accertare eventuali profili di illeciti di natura penale, verificare se su quei terreni vi sia stata o sia in atto una speculazione e se dietro le acquisizioni vi sia una sorta di “fondo nero”. Rimangono, inoltre, i dubbi e le perplessità riguardo alla scelta di un approdo in una zona ad alto impatto ambientale e forte vocazione turistica, a discapito di quelle più “logiche” di Torchiarolo e Brindisi. Anche su questo la magistratura vuole vederci chiaro.

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