Cronaca

Tap, processo ai vertici, udienza rinviata. Si ripartirà con un nuovo giudice

Nuovo rinvio nel processo sui presunti illeciti commessi nella realizzazione del gasdotto che vede al banco degli imputati diciotto persone e la società. In aula si ritornerà il 14 gennaio

LECCE - E’ stata rinviata anche questa volta l’udienza nel processo sui presunti illeciti commessi nella realizzazione sul gasdotto Tap che vede tra gli imputati i vertici della società

Se ne riparlerà il 14 gennaio, ma davanti a un nuovo giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, perché quello attuale, Silvia Saracino, ha preso un'aspettativa.

L’ultimo rinvio risale ad aprile ed era stato disposto per individuare un’aula più capiente (la scelta è così ricaduta sull’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola) finalizzata a non correre rischi legati alla diffusione del Covid.  

Stenta dunque a decollare, per le ragioni più disparate, il processo che vede al banco degli imputati 18 persone e la società: Michele Mario Elia, di 73 anni; Gabriele Paolo Lanza, di 56 anni e Marco Paoluzzi, di 46 anni, il primo nelle vesti di country manager di Tap, il secondo come project manager e il terzo in qualità di direttore dei lavori.

E ancora: Lucio Mello, 55 anni, di Veglie, titolare dell’omonima impresa a Carmiano impegnata nell’espianto e trasporto di ulivi; Massimiliano Greco, 47 anni, di Arnesano, legale rappresentante dell’impresa addetta alla installazione della recinzione; Antonio Vallone, 49 anni, di Galatina, legale rappresentante della società subappaltatrice, con sede a Melpignano, del montaggio della recinzione. E poi i manager della Saipem, ossia il principale appaltatore per i lavori di costruzione del micro tunnel e del tratto di condotta offshore Albania-Italia: Luigi Romano, 63anni, di Siracusa; Adriano Dreussi, 57 anni, di Pagnacco (in provincia di Udine); Piero Straccini, 62 anni, di Pescara; e Luca Gentili, 51 anni, di Milano.

Nell'elenco anche: Yuri Picco, 41 anni, di Villanova di San Daniele (in provincia di Udine) ed Aniello Fortunato, 41 anni, di Ascea (in provincia di Salerno), il primo nel ruolo di responsabile di commessa e il secondo di direttore tecnico di cantiere della Icop, la società incaricata di realizzare il pozzo di spinta; Giuseppe Mariano, 54 annui, di Copertino, direttore di cantiere della Sme strade; Giuseppe Cesario Calò, 67 anni, di San Cesario, datore di lavoro di Geoambiente srl con sede a Cavallino; Maurizio Luigi De Pacalis, 60 anni, di Galatina, rappresentante della società che ha fornito il calcestruzzo; Claudio Coroneo, 63 anni, di Galatina, amministratore dell’impresa addetta al montaggio della recinzione, e il socio Pantaleo Notaro, 59 anni, di Galatina; Alessandro Niccoli, 40 anni, di Brindisi, amministratore dell’impresa che ha eseguito i lavori. C’è poi la società Trans Adraiatic Pipeline Ag Italia (Tap) nelle persone di Luca Schieppati ed Elisabetta De Michelis, in qualità di direttori dotati di poteri di rappresentanza.

A disporre il giudizio nei loro riguardi, nel decreto di citazione diretta, era stata la pubblico ministero Valeria Farina Valaori, il magistrato titolare dell’inchiesta.

Altri processi sono in corso, ma nei riguardi di attivisti no Tap e tre dei principali, con un totale di quasi cento imputati, si sono già conclusi lo scorso marzo con la sentenza del giudice Pietro Baffa.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tap, processo ai vertici, udienza rinviata. Si ripartirà con un nuovo giudice

LeccePrima è in caricamento