Lodo Leadri, per il Tar la partita si chiude con 14 milioni della Regione

La Seconda sezione del tribunale amministrativo ha accolto il ricorso del Comune di Lecce. Via libera all'erogazione del finanziamento che era stato bloccato perché l'azienda riteneva di aver diritto a ulteriori pretese per circa 5 milioni di euro

Un tratto della Tangenziale Est di Lecce.

LECCE – Per i giudici della Seconda sezione del Tar di Lecce Leadri Srl ha accettato di incassare la somma di 14,4 milioni di euro a chiusura e stralcio di ogni pretesa su uno dei tre lodi arbitrali relativi alla tangenziale Est di Lecce: la Regione Puglia, dunque, deve procedere entro 15 giorni all’erogazione del relativo finanziamento che fu deliberato per salvare Palazzo di Città da un probabile dissesto.

E’ stata pubblicata questa mattina la sentenza con la quale è stato accolto il ricorso presentato dal Comune di Lecce, difeso da Gianluigi Pellegrino, contro la nota del 1 marzo scorso del dirigente del servizio regionale Pianificazione e Programmazione delle infrastrutture per la mobilità.

Con quell’atto si invitava la giunta a ritirare la delibera che autorizzava il finanziamento, e questo in ragione del comportamento tenuto successivamente dall’azienda e ritenuto contrario alla volontà di accettare quei 14 milioni per chiudere la partita, condizione invece indispensabile alla luce della legge regionale del 7 agosto del 2013 perché la somma potesse essere erogata. In effetti Leadri srl, ritenendo di essere dalla parte del giusto, non ha smesso di rivendicare ulteriori pretese per circa 5 milioni di euro arrivando a formulare due richieste di pignoramento che hanno semi paralizzato l’attività finanziaria del Comune cui l’opera è già costata 37 milioni di euro più 9 versati in ottemperanza di quanto disposto da uno dei lodi.

Soddisfatti del pronunciamento del Tar l’assessore al contenzioso Luigi Coclite e il sindaco Paolo Perrone che, in sede di commento, hanno puntato il dito contro la Regione e la minoranza consiliare: “Il provvedimento del Tar dimostra che abbiamo lavorato nella giusta direzione con buon pace di quanti dall’opposizione hanno remato contro invitando l’amministrazione – con troppa e ingiustificata sollecitudine – a transigere nei confronti della Leadri: per fortuna, nostra e dei cittadini leccesi, non abbiamo ascoltato i tanti gufi e le tante cassandre che in questi mesi non hanno perso occasione per suggerire ingiuste e immotivate richieste di transazione”. 

Una lettura diversa, invece, la fornisce Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune, che rifiuta la logica degli schieramenti nell’attribuzione dei meriti che a suo dire sono “dell'amministrazione Vendola che ha fornito al Comune le risorse necessarie a saldare i lodi per un’opera già conclusa dirottandole da altri possibili impieghi. Del sindaco Perrone che ha tenuto duro nel non cedere alla richiesta della Leadri di pagare ulteriori somme rispetto a quelle concesse. Dell'avvocato Gianluigi Pellegrino - legale del Comune - che ha brillantemente assistito il Comune. Insomma ci sono molti meriti della ‘sinistra’ in questa vicenda politica e giudiziaria che ha evitato alla città un rovinoso dissesto. Speriamo che quella del Tar di Lecce sia veramente l'ultima parola”.  

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L'azienda di costruzioni affida il suo commento ai legali Marcello Marcuccio e Pier Luigi Portaluri per i quali "la sentenza del Tar contribuisce a fare chiarezza su di una annosa vicenda che ha visto la Leadri srl realizzare la più importante infrastruttura stradale del territorio comunale senza che le siano ancora riconosciute le giuste spettanze".

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