Compenso troppo basso, lesa la dignità professionale: “Meglio prestazione gratuita”

Il Tar di Lecce ha accolto il ricorso presentato dall'Ordine degli ingegneri ed ha annullato il bando di un istituto professionale per un responsabile del servizio protezione e prevenzione

LECCE – Meglio gratis che mal pagati. Secondo il tribunale amministrativo di Lecce la dignità professionale non può essere lesa da compensi incongrui e inadeguati: tanto meglio una prestazione volontaria che può essere svolta sulla base di valutazioni di tipo diverso, tra cui anche l’aspettativa di trarne un vantaggio indiretto.

Il Tar ha accolto il ricorso proposto dall’Ordine degli ingegneri, rappresentato in giudizio da Pietro Quinto, relativo al bando per il conferimento di un incarico di “Responsabile del servizio di protezione e prevenzione” nell’istituto professionale “Falcone e Borsellino” di Galatina. L’importo omnicomprensivo di spese e oneri sarebbe stato di mille e 500 euro per tutta la durata dell'incarico. L'avviso pubblico nel quale peraltro si poneva in evidenza la delicatezza del ruolo da affidare, è stato quindi annullato.

Si legge nella motivazione della sentenza che, nonostante l’intervenuta abrogazione delle tariffe professionali, rimane fermo il principio che nel caso di espletamento di incarichi e servizi affidati dalle pubbliche amministrazioni la misura del compenso – come stabilito dall’art. 9 del decreto abrogativo della tariffa professionale – “deve essere adeguato all’importanza dell’opera e va pattuito indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi”.

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La sentenza del Tar così prosegue: “La determinazione dell’importo dell’affidamento non può essere connotata da arbitrarietà: le stazioni appaltanti non possono, quindi, porre a base di gara un importo senza un minimo di analisi che consenta di comprendere le modalità esatte di determinazione dell’importo e senza motivare il percorso tecnico-logico seguito nella determinazione del valore stesso”.

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