Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Tar boccia i ricorsi, niente scommesse vicino ai luoghi sensibili

I giudici amministrativi, a quasi un anno di distanza dalla decisione della Consulta, hanno confermato la legittimità della norma che prevede una distanza di almeno 500 metri

LECCE – Niente più sale da gioco (e scommesse) nelle vicinanze di “luoghi sensibili”. A stabilirlo il Tar della Puglia, che ha respinto i ricorsi dei gestori di scommesse contro il “distanziometro” stabilito dalla legge regionale.

Resta dunque in vigore il divieto di apertura e di esercizio delle sale gioco e delle sale scommesse, ma anche la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, entro una distanza di 500 metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

Nel 2013 il Tar di Lecce aveva sollevato la legittimità costituzionale della legge regionale, respinta dalla Consulta nel maggio del 2017. I giudici amministrativi, a quasi un anno di distanza dalla decisione della Consulta, hanno confermato la legittimità della norma che prevede almeno 500 metri tra le attività di gioco e luoghi sensibili. La Corte ha stabilito che la distanza minima imposta per il contrasto alla ludopatia non scavalca le norme statali e non viola i principi della legislazione concorrente in tema di salute.

Un’interpretazione ripresa nella sentenza del Tar, che ha respinto anche le nuove argomentazioni delle due società di Melendugno. In particolare, nei casi di trasferimento della sede in diverso luogo, il rispetto dei parametri di legge va verificato come se si trattasse di nuova apertura.

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