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La sede leccese del Tar.

La sede leccese del Tar.

Illegittimo il diniego del Comune alla concessione dell'ex convento

Il Tar ha accolto il ricorso di Fondazione con il Sud che aveva firmato una convenzione con l'ente nel 2015 nell'ambito di un bando culturale

SPECCHIA – Il Comune di Specchia non avrebbe dovuto approvare la delibera con la quale, nella primavera scorsa, ha negato la concessione in comodato d’uso del primo piano dell’ex convento dei Francescani Neri all’associazione Diotimart, vincitrice del bando storico artistico culturale 2014 di Fondazione con il Sud.

I giudici della prima sezione del Tar Puglia (Lecce) – estensore Palmieri, presidente Pasca – hanno ritenuto illegittimo l’operato dell’amministrazione guidata da Rocco Pagliara, accogliendo così il ricorso della fondazione che nel marzo del 2015 aveva firmato una convenzione con l’ente locale.

Nella sentenza si specifica, in premessa, che il Comune non aveva alcuna facoltà di interferire nella scelta del soggetto attuatore e che nel susseguirsi degli eventi non si è verificata nessuna delle condizioni che legittimano il diritto al recesso. Quest’ultimo si può invece esercitare, senza indennizzo, per inadempienza imputabile alla fondazione o all’associazione Diotimart oppure, con indennizzo (pari al contributo assegnato da Fondazione con il Sud, 600mila euro), in presenza di ragioni di interesse pubblico o per gravi motivi a esso imputabili.

I ricorrenti avevano chiesto anche la condanna alla stipula del contratto in esecuzione della convenzione e al risarcimento dei danni intanto patiti dall’associazione per il mancato avvio del progetto di riqualificazione del primo piano dello storico immobile dove non è prevista, come sosteneva il Comune, solo la mera realizzazione di una struttura ricettiva con finalità commerciali, ma tutto un insieme di attività sociali e culturali che, per il Tar Puglia, non possono che favorire l’intera collettività “prima e naturale destinataria dei programmati interventi”.

I giudici, sugli ultimi due punti, hanno però ritenuto di non dover accogliere le richieste: sulla stipula del contratto perché il soggetto legittimato a pretenderla è l’associazione e non la fondazione; per quanto riguarda il risarcimento perché si è ravvisato “un difetto di prova in ordine alla sussistenza di un pregiudizio economico”. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.

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