Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Tar, monito del presidente: "Tutela ambientale, due pesi e due misure"

Inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale amministrativo regionale. Nel 2014 il saldo tra ricorsi depositati e sentenze è attivo. Antonio Cavallari ringrazia le forze politiche e il territorio per aver difeso l'istituzione dalla soppressione

La sede del Tar di Lecce.

LECCE – Questa mattina il presidente del Tribunale amministrativo regionale - sezione di Lecce, Antonio Cavallari, ha aperto per l’ultima volta l’anno giudiziario, alla presenza delle autorità politiche, civili e militari. Dal 2016 toccherà al suo successore. L'occasione è stata propizia per trarre un doveroso bilancio dell'attività svolta, per fare qualche accenno al merito delle sentenze emesse in alcune materie considerate molto rilevanti, come l'ambiente, e per rivendicare con un pizzico di orgoglio il legame con il territorio salentino.

I numeri del 2014.

Nel 2014 sono stati depositati 3124 ricorsi, a fronte di 2286 presentati nell’anno precedente. “L’aumento della litigiosità giudiziaria – ha spiegato Cavallari - - potrebbe far pensare all’effervescenza dell’economia; così purtroppo non è, dato che molte procedure attengono all’esecuzione di sentenze adottate dal giudice ordinario, con le quali il ministero della Giustizia è stato condannato per l’eccessiva durata del processo, o il ministero della Salute condannato per i danni derivati da emotrasfusioni di sangue infetto o per altre ragioni”. Le sentenze rese a conclusione del merito sono state 2559, 195 quelle al termine della fase cautelare, 397 i decreti decisoni, 1 decreto ingiuntivo per una definizione, in totale, di 3179 procedimenti.

Ambiente: due pesi e due misure.

“Quanto ai settori interessati dalle controversie – ha specificato il presidente - si deve rilevare l’incremento delle stesse nelle seguenti materie: ambiente, appalti pubblici, concessioni di beni demaniali, edilizia e urbanistica, servizio sanitario; sono invece diminuite quelle relative al commercio e ai cittadini extracomunitari”.

In particolare, Cavallari ha voluto sottolineare un passaggio: “Un aspetto di sicuro rilievo è la tutela dell’ambiente dall’inquinamento. Questa tutela è spesso assicurata in modo distonico: in modo forte con i deboli e in modo debole con i forti (o i furbi)”. Il presidente del Tar ha quindi meglio illustrato il suo giudizio ricordando come, in caso di sversamento dei rifiuti in un fondo, le amministrazioni comunali, in perenne carenza di risorse finanziarie, ordinano la rimozione e la bonifica al proprietario del fondo “sul solo presupposto che la proprietà impone di adottare tutte le cautele idonee ad evitare lo sversamento da parte di chiunque”.

Ma, per Cavallari, “in un ordinamento civile ed equilibrato come il nostro, la responsabilità oggettiva è un’eccezione; un soggetto risponde solo per l’attività dolosa o colposa e non v’è colpa nell’aver omesso di recingere il fondo, se in precedenza non si erano verificati episodi del genere”. Di contro c’è l’ipotesi “ben più rilevante, per il maggior impatto sociale” dell’inquinamento industriale e degli accorgimenti che gli autori di questo adottano per evitarne le conseguenze giuridiche. Cavallari ha fatto presente che questo problema è di interesse mondiale e che l’orientamento maturato è quello di “superare il velo col quale l’ordinamento giuridico sembra proteggere un determinato soggetto, superare la finzione giuridica per giungere alla realtà dei fatti”.

Antonio Cavallari-2Alla luce del principio contenuto nel Testo unico dell’ambiente secondo il quale “chi inquina paga” il problema risiede nell’individuare il responsabile “atteso che il trasferimento della proprietà dei siti inquinati è utilizzato per separare le situazioni giuridiche di autore dell’inquinamento da quelle di proprietario del bene inquinato”. Lo stesso Consiglio di Stato, organo supremo della giustizia amministrativa, ha rimesso alla Corte di Giustizia Europea la questione. Il Tar di Lecce ritiene che il proprietario attuale sia responsabile anche dell’inquinamento iniziale di cui non ha colpa. “L’obbligo del proprietario attuale di adottare le misure di prevenzione riguarda quindi anche le contaminazioni storiche”, quelle cioè precedenti all’acquisizione della proprietà.

Soppressione evitata: i ringraziamenti.

Le conclusioni di Cavallari sono state dedicate alla "difesa dell'istituzione". Come noto, nell'anno in corso è stata scongiurata grazia alla mobilitazione trasversale delle forze politiche la soppressione della sede leccese del Tar, così come di altre sparse sul territorio nazionale. In piena estate, verso la fine di luglio, l'approvazione di un emendamento al Decreto Semplificazione ha consentito infatti ai tribunali amministrativi che si trovano in città sedi di Corte d'Appello - Lecce, Brescia, Catania, Salerno e Reggio Calabria - di proseguire nelle proprie attività. 

Per questo risultato, il presidente ha tradito un pizzico di commozione mista a soddisfazione: "A prescindere dalla soddisfazione che il risultato raggiunto comporta per chi ha militato e milita nel Tribunale amministrativo regionale di Lecce, il maggior motivo di orgoglio è la percezione di aver ben operato, percezione che si trae dall'atteggiamento tenuto trasversalmente dalle forze politiche, dal Foro e dalle determinazioni di ben sessanta comuni, determinazioni che rispecchiano la valutazione che dell'operato di questo tribunale dà il popolo salentino".

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