Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Melendugno

Masseria del Capitano, dal Tar Lazio via libera ai carotaggi di Tap per il gasdotto

I giudici amministrativi hanno accolto l'istanza cautelare proposta dalla società in merito alla sospensione dei sondaggi imposta dal Comune di Melendugno nei fondi destinati a ospitare, secondo il progetto, il terminale di ricezione della discussa opera

MELENDUGNO – Sbloccate dal Tar del Lazio, le attività di carotaggio per conto di Tap che il Comune di Melendugno aveva fermato il 9 ottobre con un’ordinanza.

I giudici amministrativi, nell’udienza di questa mattina, hanno accolto l’istanza cautelare di sospensione degli effetti del provvedimento proposta dalla società, mentre hanno rinviato al discussione della questione nel merito al prossimo 10 giugno del 2015. In pratica, possono essere realizzati i sondaggi geotecnici elencati nell’autorizzazione ricevuta dalla prefettura di Lecce e  necessari per lo studio del tracciato a terra del gasdotto che prevede l’approdo nella marina di San Foca e il terminale di ricezione nelle campagne di Melendugno.

Secondo l’amministrazione comunale il via libera prefettizio riguardava solo la potestà di introdursi su fondi privati, ma non implicava certo l’aggiramento del nullaosta paesaggistico che invece sarebbe necessario per i carotaggi. La Seconda Sezione Bis del Tar Lazio, invece, si è dimostrata di diverso orientamento, sottolineando come i sondaggi costituiscano da una parte un adempimento alle prescrizioni della Valutazione di impatto ambientale concessa dal ministero, dall’altra siano necessari per la progettazione esecutiva.

L’organo giudicante ha messo in evidenza l’adesione da parte dell’Avvocatura dello Stato – visto che si erano costituiti in giudizio anche il ministero dello Sviluppo economico e quello dei Beni culturali e del Turismo – alla richiesta cautelare di Tap che era stata già oggetto di un’udienza nei primi giorni di dicembre, rinviata ad oggi proprio perché i giudici amministrativi volevano acquisire la documentazione relativa alla conferenza per l’autorizzazione unica aperta pochi giorni prima proprio presso il Mise.

In quella sede si era verificato un vero e proprio braccio di ferro: da una parte Regione Puglia e Mibact, ferme sul diniego all’approdo a San Foca, dall’altra il ministero dell’Ambiente schierato per il via libera. Fino ai giorni scorsi non si era ben compreso come lo stallo sarebbe stato superato, ma la decisione dello Sviluppo economico è arrivata proprio a ridosso dell’udienza presso il Tar togliendo ai giudici le castagne dal fuoco: per il ministero presieduto da Federica Guidi, la palla passa direttamente al  al consiglio dei ministri, ritenendo insuperabile il dissenso espresso dalla Regione Puglia.

Una scelta questa, che non convince affatto il Comitato No Tap, secondo il quale, anzi, proprio la legge richiamata dalla determina dirigenziale - la 241 del 1990 - escluderebbe a priori la remissione della decisione alla presidenza del consiglio senza un preliminare tentativo di conciliazione con la Regione.

(Leggi l' ordinanza_tar_carotaggi)

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