Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Carotaggi di Tap lungo il tracciato: il Tar congela la decisione e rinvia a gennaio

I giudici amministrativi hanno deciso di prendere tempo per acquisire la documentazione della conferenza dei servizi di ieri presso il ministero dello Sviluppo economico. Il 9 ottobre il Comune di Melendugno ha emesso un'ordinanza per la sospensione delle indagini sui terreni

LECCE - Il punto indiscutibile è che fino al 28 gennaio Tap non potrà procedere con i carotaggi a terra. E il cronoprogramma, per quella data, sarà in ritardo di oltre tre mesi. Il Tar del Lazio, al quale si era rivolta la società proponente il progetto di gasdotto che dovrebbe collegare il Salento alla frontiera greco-turca, vuole infatti acquisire la documentazione della conferenza dei servizi svolta ieri presso il ministero dello Sviluppo economico, prima di entrare nel merito della vicenda.

Al tavolo ministeriale di ieri la Regione Puglia e la Soprintendenza per i beni paesaggistici di Lecce - al cui parere negativo si è adeguato il ministero dei Beni culturali - si sono ufficialmente opposte ed ora dovrebbe essere convocato un comitato paritetico che avrà il compito di trovare una soluzione condivisa entro sei mesi: in sostanza si tratta di individuare un sito alternativo alla marina di Melendugno con il consenso di tutte le parti interessate. Se così non fosse, sarà il consiglio dei ministri a dirimere la questione. Questo prevede la cornice normativa di riferimento ma da alcune parti si vorrebbe imprimere un'accelerazione, affidando da subito al governo la decisione finale.

Ma c'è anche un filone giudiziario da tenere sotto controllo: ci sono degli esposti in Procura e il Tar del Lazio è stato investito da vari ricorsi tra Regione Puglia, Comune di Melendugno e Comitato No Tap. E quello cui fa riferimento la pronuncia di oggi è solo il primo, riferito allo specifico aspetto dei carotaggi mentre gli altri contestano il via libera concesso a settembre dal ministero dell'Ambiente. 

Come si ricorderà, dopo aver effettuato un sopralluogo, il Comune di Melendugno ha emesso il 9 ottobre un'ordinanza con la quale si imponeva lo stop dell'attività dei sondaggi su fondi pubblici e privati lungo il tracciato che dovrebbe unire il punto di approdo del gasdotto, sulla spiaggia di San Foca, al terminale di ricezione in agro di Melendugno. Per l'amministrazione guidata da Marco Potì non erano state prodotte tutte le autorizzazioni necessarie, inclusa quella della Soprintendenza per le aree sottoposte a vincolo. 

Tap ha sin da subito rivendicato la correttezza del proprio operato, appellandosi ad un decreto prefettizio rilasciato il 30 maggio che consente l'introduzione dei tecnici sui terreni in questione e preannunciando il ricorso per ottenere una sospensiva del provvedimento comunale, ma il relativo pronunciamento è stato "congelato" dai giudici amministrativi del Lazio. La società ha previsto 44 carotaggi di tipo geofisico, geotecnico, geologico e di sorveglianza archeologica. 

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