Tribunale rigetta ricorso della ditta: i lavori nell’ex Ospedale dello Spirito Santo proseguiranno

Gli interventi di recupero nel prestigioso monumento edificato alla fine del 1300 nel cuore di Lecce andranno avanti per un importo di 5 milioni di euro. Lo ha stabilito il Tar, il quale ha rigettato il ricorso proposto da parte di una società che ha contestato l’aggiudicazione dei lavori

L'antico 'Ospedale edifcato nel 1394

LECCE - Possono andare avanti i lavori per 5 milioni di euro per il recupero dell’ex Ospedale dello Spirito Santo che la Direzione regionale dei Beni culturali vuole destinare a sede della Soprintendenza di Lecce. E’ questa la decisione del Tar di Lecce, che ha rigettato il ricorso proposto da una ditta che aveva contestato l’aggiudicazione dei lavori alla “Salvatore Ronga s.r.l.”., difesa in giudizio dall’avvocati Pietro Quinto, Andrea Rallo e Michele Lopiano del Foro del capoluogo salentino.

La controversia era stata già valutata in sede cautelare sia dal Tar leccese che dal Consiglio di Stato ed entrambi avevano dato ragione all’operato del ministero dei Beni Culturali, difeso dal legale Antonio Tarentini dell’Avvocatura dello Stato. L’intervento è di notevole portata, considerato che l’ex Ospedale, edificato nel lontano 1394, è uno dei più prestigiosi monumenti del centro storico cittadino. L’edificio si incontra entrando nella Lecce storica da Porta Rudiae ed impressiona per la sua imponente facciata. Dopo una sua demolizione, venne riedificato a cura dell’architetto Gian Giacomo dell’Acaya e l’Ospedale assunse il nome di Santo Spirito, nome che conservò fino al 1873, quando fu trasferito all’ex Vito Fazzi.

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Accanto al portale principale vi è l’entrata della Chiesa dello Spirito Santo, annessa all’ex Ospedale. Sul portale principale si nota l’orologio elettrico: si tratta del terzo dei quattro orologi elettrici di Lecce, inventato da Monsignor Candido che venne premiato all’Esposizione internazionale di Parigi del 1867. L’edificio è una testimonianza, non solo dell’architettura leccese, ma anche della gestione amministrativa dei servizi ospedalieri. Le cronache dell’epoca raccontano infatti che, di fronte alla cattiva gestione dei Padri Domenicani, si procedette alla loro sostituzione. Venne così costituito un organo di governo formato da un collegio di cittadini che eleggevano il rettore e il cancelliere che aveva in custodia l’archivio e la biblioteca.

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