Il Tar dà ragione al Comune: il progetto dell’Università islamica non si farà

Il Tribunale amministrativo ha escluso il risarcimento milionario chiesto dai proprietari dei terreni al Comune di Monteroni di Lecce

Foto di repertorio (Una delle ipotesi del progetto)

MONTERONI DI LECCE - Un imprenditore salentino, negli ultimi anni, aveva avanzato l’idea di creare nel Tacco un centro di formazione islamica, tanto da creare un’apposita fondazione. Ma per il Tar di Lecce, che ha dato ragione al municipio di Monteroni: il progetto non s’ha da fare.  Per realizzare l’iniziativa era stato individuato un comparto universitario nel territorio monteronese. Area sulla quale i proprietari avevano presentato al Comune un progetto di lottizzazione.

Esaminando il progetto, però, il dirigente del settore Urbanistica aveva espresso parere contrario, rilevando che i proprietari non avevano una effettiva disponibilità delle aree. Il provvedimento era stato impugnato al Tar di Lecce, con tanto di richiesta di un risarcimento milionario che avrebbe dovuto pagare il municipio. L’amministrazione si è costituita in giudizio rappresentata dall’avvocato Pietro Quinto, il quale ha rilevato l’inammissibilità della pretesa. Il Comune aveva stoppato il progetto non avendo i proprietari dimostrato la piena disponibilità delle aree oggetto di pignoramenti immobiliari.  “Non è sufficiente – ha rilevato il legale Quinto – una dichiarazione del pignorante di sospensione della procedura atteso che per varare una lottizzazione occorre che i proprietari siano in condizione di assumere precisi impegni economico-finanziari nei confronti dell’amministrazione, che si traducono in vere e proprie obbligazioni reali”.

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Il Tar, condividendo le argomentazioni difensive, ha affermato innanzitutto che non potesse ipotizzarsi alcun silenzio-inadempimento dell’amministrazione, che aveva comunque provveduto sull’istanza dei lottizzanti. In ogni caso, si legge nella motivazione della decisione del Tribunale amministrativo, gli impegni dei creditori alla sospensione temporanea dei procedimenti esecutivi, non formalizzati in sede processuale e non concretizzanti la piena disponibilità di beni pignorati, non possono soddisfare quanto richiesto dal Comune e dalla legge circa la legittimazione dei proponenti un piano di lottizzazione.

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