Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Tarantini, Maritati: "Non ho mai cercato di indagare"

Il senatore del Pd ha incontrato la stampa per respingere, pubblicamente, alcune accuse secondo le quali avrebbe richiesto all'ex pm Pino Scelsi indizi circa le indagini sull'imprenditore barese

Il senatore Maritati.-5

LECCE - "L'ultimo contatto che ho avuto con Scelsi? Un messaggio in cui gli ho esternato un dubbio: come mai con me tanta blindatura sulle indagini, mentre a giornali e mass-media un delirio di notizie?". L'ex pm gli avrebbe risposto laconicamente: "Se alludi a quanto pubblicato circa le indagini, ne sono completamente estraneo".

Alberto Maritati ha convocato oggi la stampa leccese presso la sede della sua segreteria politica per fare luce su alcune accuse che gli sono state mosse ultimamente. "Avrei voluto diffondere questa nota più di un mese fa, ma il mio legale me l'ha sconsigliato, allarmandomi sul fatto che avrei messo troppa carne a cuocere e avrebbe costituito un pretesto per far discutere inutilmente. Ma tengo a ribadire che le uniche telefonate intercorse tra me e De Santis riguardavano il nome di Tarantini. Non solo non sapevo chi fosse, non ne avevo mai sentito parlare ma avevo, come sempre, difficoltà a memorizzare i nomi ".

E' cominciata così l'arringa del senatore democratico. Ha sostenuto di aver incontrato l'attuale sostituto procuratore della Corte d'appello di Bari per esternare solo la premura per un amico (l'imprenditore martanese Roberto De Santis, vicino a Massimo D'Alema, Ndr). "L'ho incontrato a Bari, alla presenza di altra gente e dei carabinieri", ha affermato Maritati.

Un incontro, quello con Scelsi, collega e amico di una vita, che all'esponente del Pd è costata tutta una serie di complicazioni che non aveva, evidentemente, messo in conto. Il motivo di ansia che De Santis ha riferito a Maritati non è dato saperlo, "perché semplicemente non sussiste", ha garantito il senatore. "Dal momento che De Santis ha avuto a che fare con Tarantini, ha avuto paura di essere coinvolto nelle indagini con le quali non ha nulla a che vedere. Il mio compito è stato solo riferirlo a Scelsi: caro Pino il mio amico De Santis è preoccupato perché non c'entra nulla con tutta la faccenda. Se è così, va tutelato come cittadino. In caso contrario, è giusto che venga coinvolto nelle indagini". Ça va sans dire.

"Io ho creduto a De Santis e tuttora sono convinto che sia estraneo ad ogni vicenda. Ma se dovesse avere anche una sola colpa e avermi spinto per una richiesta di informazioni, avrebbe compiuto un atto disdicevole tradendo la mia amicizia. Non credo sia andata così, tuttavia. Quanto a Tarantini (l'imprenditore pugliese meglio noto come "Giampi", protagonista del giro di escort fornito a Palazzo Grazioli, Ndr) non ho mai ricordato neppure il suo nome, non sapevo chi fosse e non ho mai conosciuto il soggetto".

All'incontro con il senatore, Scelsi deve aver ribattuto, esterrefatto, con qualcosa in stile: "Alt, di questo non si parla". "Che non è da leggere come 'delle indagini non parlo' - assicura Maritati - poiché delle indagini non ho mai chiesto nulla". Poi il senatore deve aver proseguito con un "ok, grazie infinite Pino. Saluta moglie e figli, spero stiate tutti bene".


Ma per quale motivo Scelsi avrebbe preso le distanze dall'amico storico Maritati? Il senatore risponde: "Doloroso pensarci, ma le motivazioni potrebbero essere di due tipi. Nella prima, più nobile, Scelsi semplicemente non ha creduto alle mie affermazioni e teme che io abbia voluto investigare il terreno delle indagini. Ma a quel punto avrebbe potuto chiedermi 'Alberto, ma che cosa vuoi sapere esattamente?'. Nella seconda, invece, meno nobile, Scelsi forse si deve essere sentito in difficoltà e ha voluto dimostrare di non aver parlato con nessuno, neppure con un amico storico come il sottoscritto. Ciò lo troverei deplorevole e disgustoso, come uno strumento per rafforzare le sue posizioni a scapito della mia onorabilità. Ma la gente deve sapere che io non ho perduto nel mio dna, la sacralità dei processi e delle indagini. Questa storia mi fa incazzare però, e si deve quanto prima mettere la parola fine. Avessi intuito prima gli sviluppi della vicenda, avrei peccato meno d'ingenuità, tirandomene fuori senza preoccuparmi per l'amico De Santis".

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