Taranto, truffa milionaria alle assicurazioni: indagati anche nel Leccese

Dodici indagati, di cinque agli arresti e gli altri in stato di libertà. Fra questi ultimi spiccano alcuni delle province di Lecce e Milano. E’ il frutto di un’operazione della polizia stradale di Taranto, che ha sgominato una presunta organizzazione dedita alle truffe a compagnie e automobilisti

TARANTO – Dodici indagati, di cinque agli arresti e gli altri in stato di libertà. Fra questi ultimi spiccano alcune persone delle province di Lecce e Milano. E’ il frutto di un’operazione della polizia stradale di Taranto, che ha sgominato una presunta organizzazione dedita alle truffe alle compagnie assicurative. In manette sono finiti Marcello Blasi, 45enne di Manduria, Tommaso Perniola, 44enne anni di Gioia del Colle, Jiulia Lukianovica, 26enne, lettone, Pierpaolo Scatigna, 43enne di Taranto e Francesco Annicchiarico, 72enne di Grottaglie.  Per loro e per gli otto indagati a piede libero, l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa assicurativa.

Il presunto raggiro, per milioni di euro, ha visto come vittime sia privati cittadini, sia compagnie di assicurazione, tutte con sede nel tarantino. Tra le compagnie frodate: Italiana assicurazioni, Direct line, Zurich assicurazioni, Augusta assicurazioni, Vittoria assicurazioni, Sara assicurazioni, Groupama assicurazioni, Enterprice insurance company assicurazioni, Cattolica assicurazioni, Fondiaria Sai assicurazioni, Fata assicurazioni, Uniqa assicurazioni, Linear assicurazioni.

L’operazione è stata ribattezzata “Five days”, perché cinque erano i giorni di durata delle assicurazioni provvisorie, cedute a ignari automobilisti, ma rigorosamente false. Il meccanismo era semplice ed efficace, e funzionava attraverso alcuni siti Internet. La scoperta del raggiro è avvenuto dopo un incidente mortale nella zona di Manduria.

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Durante l’inchiesta, s’è scoperto che il veicolo del responsabile aveva una di queste polizze, che, risultando inutile carta straccia, non ha consentito il risarcimento civile, finendo per mettere seriamente nei guai l’automobilista. Si è così risaliti al presunto sodalizio criminale che, peraltro, era davvero ben organizzato: si avvaleva persino di un call-center e faceva campagne pubblicitarie. E tutto questo con l’ignara collaborazione di agenzie di pratiche automobilistiche. 

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